il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

e finalmente fu SCALETTA !

Ho mandato ripetuti messaggi a varie tipologie di enti e di persone per conoscere se, nel disco in vinile “TENCO canta REVERBERI” di cui si preannunciava l’uscita per il 20 aprile, poi spostata al 20 giugno e quindi rimandata al 30 giugno ed infine prorogata al 10 luglio, fossero ricomprese alcune diverse versioni degli stessi brani ma, come cantava Tenco “risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà”. Ed allora non ho perso più tempo e approfittando della prima occasione concreta, mi sono procurato il “vinile” (a tiratura limitata) e…..finalmente fu SCALETTA!

Tenco a colori

Nella rivista VINILE, uscita in edicola agli inizi di questo anno, in copertina misero Luigi Tenco ed all’interno, una serie interessantissima di articoli in cui preannunciavano, tra l’altro, l’uscita di un “vinile” che conterrà tutte le canzoni scritte e musicate con Gianfranco Reverberi. La data di uscita preannunciata era quella del 20 aprile per cui c’erano i tempi necessari per saperne di più. Scrissi alla rivista e qualche parziale risposta la ebbi ma con mia meraviglia, d’improvviso scomparve la copertina del disco e la data di uscita fu posticipata al 20 giugno. Sempre a caccia di notizie, con la speranza di anticiparne qualcuna, mi sono interessato anche presso il M° Reverberi e in ultima istanza con il figlio di Giorgio Calabrese che sapevo aver partecipato all’iniziativa. Risultato: Nessuno ! Ad oggi, 25 giugno, nel sito dell’Editore riesco solo a trovare che il “vinile” uscirà il 30 giugno (nuovo posticipo) senza conoscerne tutte le tracce. Beh, che dire… Tenco me ne combina di tutti i colori, per cui, anziché anticipare i contenuti mi sono deciso ad inventare qualcosa, frugando fra le carte che, gelosamente conservo nel mio regno.

Quando di Tenco se ne parlava in Giappone

Se di Luigi Tenco, all’inizio degli anni ’70, se ne parlava anche in Giappone, non vi è dubbio che il merito era di alcune giapponesine e della cara Ornella Benedetti, che già da anni, aveva messo in piedi il Club Luigi Tenco di Venezia.

Fra le carte che Ornella ci ha lasciato ve ne sono alcune top secret ma c’è ne anche qualcuna che può essere divulgata.

Oggi me ne è capitata, fra le mani, una di quelle che ricevevano l’OK di Ornella e dunque mi fa piacere poterla condividere.

fonte: Club Luigi Tenco di Venezia

Progetto BIBLIOTENCO

E’ appena iniziato l’inserimento, in un data base, dei dati relativi alle innumerevoli opere che parlano di Luigi Tenco e che sono conservate ‘nel mio regno’. Il primo progetto interessa la parte libraria e ricomprende anche riviste ben strutturate da potersi assimilare ai libri a cui farà seguito comunque anche la capillare informazione raccolta attraverso riviste, giornali, articoli, appunti e quant’altro possa convenire essere immortalato nel data base. In una seconda fase si prevede di procedere all’inserimento, in un diverso data base ancora da strutturare, delle ulteriori molteplici opere da catalogare in vinili, cd, vhs, nastri magnetici etc.

In anteprima, viene qui mostrata la maschera del Progetto BiblioTenco

Una canzone d’amore per Luigi Tenco

Aprile 1964, termina la ottava puntata della trasmissione televisiva “La comare” nella quale, per tutta la serie, è sempre stato ospite presente Luigi Tenco. Ed io non potevo lasciar finire questo mese di aprile senza fare qualcosa per rivivere un momento di quel passato che, per me, è sempre presente.

Barbara non c’è….

“Barbara non c’è, ha chiuso, a chiuso casa e se n’è andata….”, così cantava il mio concittadino Piero Ciampi e queste parole mi sono rimbalzate nella mente quando alcuni amici mi hanno riferito di una certa Barbara che, dopo aver chiuso casa se n’era andata al Festival di Sanremo del 2021 a raccontare le banalità più assurde che, da tempo, aveva metabolizzato su Luigi Tenco. Per fortuna oggi leggo un messaggio della Famiglia di Luigi che la chiama in causa e di cui mi fa piacere raccogliere e far mio l’intero contenuto. A questa Barbara vorrei dare il consiglio di restarsene chiusa in casa, anche se oggi è l’8 marzo e, con le donne in generale, dovrei essere più indulgente.

2021/03/07 – Sanremo: famiglia Tenco a Barbara Palombelli (lesartistes.it)

Luigi Tenco nelle mie figurine!

Dalla bacheca del mio regno oggi avevo voglia di tirare fuori e giocare un po’ con le mie vecchie figurine…

26 gennaio, poteva andare anche diversamente!

Nel Gennaio del 2002 ho conosciuto alcuni “veri” amici di Luigi Tenco. Li ho incrociati, dapprima, a Genova, nell’ambito di una manifestazione organizzata dalla locale Università degli Studi e poi a Roma, dove si sono esibiti al Teatro Argentina suonando e cantando due brani di Luigi. Ad uno, di questi “veri” amici, Luigi si era rivolto, nel dicembre del 1966, chiedendogli la disponibilità di sostituirlo sul palco di Sanremo nel cantare “Ciao amore”. Vittorio, questo è il suo nome, mi disse che Luigi ne avrebbe dovuto parlare con i funzionari della Casa discografica ma, da dopo quel giorno (si era intorno alle feste di Natale) non seppe più niente. Di “Ciao amore”, cantata da Vittorio l’unica traccia che esiste non è finita, dunque, a Sanremo ma nel mio regno, accompagnata da una lettera dove la parola “amicizia”, questa volta Vittorio l’ha riservata a me.

Sotto l’albero di Natale ci metto…

Per brindare in compagnia, rispettando tutte le regole:

Cara Maestra

Nella stessa aula, dove Luigi Tenco da bambino ha fatto le scuole elementari, una “Cara Maestra” segue, con attenzione, l’esito di una interrogazione sui temi che sono riportati sulla lavagna della classe.
Oggi direi che si tratterebbe di una bella lezione fatta in “presenza” con la Maestra che, avendo abbandonato l’idea della cattedra, si pone in maniera quasi subalterna rispetto all’allieva e favorisce, con ciò, la corretta risposta da dare alle parole scritte sulla lavagna che mi permetto di trascrivere per una migliore comprensione:
“Cara Maestra,
un giorno m’insegnavi
che a questo mondo noi,
noi siamo tutti uguali,
ma quando entrava in classe il Direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti.”

cara maestra
foto che risale all’estate del 2002

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