il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Ma dove vai? (L.Tenco)

Un saluto a Carlo Giuffré alla maniera di Luigi.

Luigiamusicahotel1963

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AMARCORD

Nel giorno in cui si ricordano i Santi, questo è il mio Amarcord.

ilgiornodeisanti

e nello Scopitone: “Ciao amore, ciao”

METRAGE : 25 mètres
COULEUR : Couleurs rosées
SON : Magnétique
LANGUE : V.F.
ETAT : Très bon état
SUPPORT : Sur bobine plastique

Très rare scopitone des années 60 de la série C.I.

Titre : “Ciao Amore Ciao” interprété par Dalida.

Le film provient d’une machine Scopitone et n’a jamais été édité pour le grand public, ce qui explique que le son est décalé d’une seconde.

Dalì ciao amore film

Le tracce di Tenco nel Libano

Una volta mi scrisse un tale dal Canada dicendomi che apprezzava molto Luigi Tenco ed in particolare la canzone “Vedrai, vedrai” che ascoltava durante il servizio militare che stava svolgendo in Libano. Non detti molto peso a quanto sosteneva quel tizio. Nel web si può dire di tutto ed anche il suo contrario. Poi, però, nel corso degli anni, mi sono ricreduto. Mi capitò infatti di acquistare un vinile di Luigi che era stato prodotto proprio nel Libano su cui era incisa la canzone indicata. A distanza di anni, scopro adesso che un secondo vinile, che ritenevo pubblicato in Tunisia, era stato prodotto anch’esso nel Libano e risale al periodo 1964/65 da quanto indicato nel retro della copertina. Se ne deduce anche, che non si può escludere la presenza di un terzo vinile con il brano “Ho capito che ti amo” che, magari, un giorno o l’altro, incontrerò.

libano 02

 

il caffè di Tenco

caffe tenco

Nel mio regno conservo. con cura, due tazzine di caffè con la scritta Tenco. Per fare una sorpresa alla mia amica Ornella, un giorno mi presentai, nella sua residenza estiva, con le due tazzine al seguito. Chissà, però, quanto la sorpresa avrebbe avuto maggior impatto se oltre alle tazzine le avessi proposto anche l’immagine che oggi sono in grado di condividere con tutti gli amici tenchiani che frequentano il web.

tenco lavazza

E se io parlassi di Luigi Tenco?

http://guide.supereva.it/cantautori_/ritratto_d_autore_

E se io parlassi di Luigi Tenco?

A parlare di Luigi Tenco si fa sempre molta fatica, 
perché il rischio di ripetersi è molto alto.
Tutto o quasi tutto è stato detto sul come ci ha lasciato.
Pochi sanno, però, chi era Luigi Tenco "prima"!
Per capire Tenco, di solito ci rifacciamo alla sua 
biografia più nota, scritta per tre volte,
in un crescendo di interesse, dalla abile penna dello 
scrittore-giornalista Aldo Fegatelli 
oppure all'altra interessante monografia curata, con la 
partecipazione anche della "famiglia", 
da Renzo Parodi, a trenta anni di distanza dalla morte di Luigi.
A me ha interessato, invece, approfondirne la conoscenza 
attraverso piccole e forse marginali 
note, prese un po' in qua e un po' in là, ma tutte documentabili.
E così, sistemandole un po', come si conviene a chi 
sistema scrupolosamente (non è il mio caso) 
il batter del tempo, posso affermare che Luigi Tenco 
nacque a Cassine in provincia di 
Alessandria, in una via intestata ad un famoso personaggio. 
E da quel borgo piemontese emigrò 
subito per Genova, che lui stesso considerava la sua città
adottiva; solo qualche tempo dopo 
fece ritorno a Ricaldone, un paese che confinava e confina 
ancora con il suo borgo natio.
Luigi, così come la madre ed il fratello, furono ospiti di 
alcuni parenti che producevano vino 
e che, oltre alla terra coltivata a vigneto, possedevano anche 
le cantine adatte allo scopo.
Oggi di quelle cantine è rimasto solo il ricordo di quanti 
affermano che si affacciavano 
proprio sulla piazzetta ora intestata a Luigi Tenco.
L'infanzia di Luigi trascorse serena, lontano dal chiasso 
della guerra, ma per quanto strano 
possa sembrare, al piccolo Tenco piaceva soprattutto, 
a quel tempo, giocare a fare il soldato.
Credo che le sue spiccate doti di intelligenza e la 
sua incredibile sensibilità, lo portassero 
a captare anche fatti e rumori provenienti da luoghi remoti, 
dove la guerra c'era davvero!
Finito il tempo dei "giochi bambini", come li definisce 
lui in una sua composizione, 
(praticamente dopo le elementari) Tenco fece ritorno 
nella adottiva Genova e qui visse per 
circa tre anni, ancora ospite, presso una insegnante 
che si occupava di raccogliere bambini 
ai quali impartire ripetizioni.
Il prolungato soggiorno presso questa signora fu causato, 
principalmente, dal fatto che la 
madre ed il fratello (già grandicello) dovevano mandare 
avanti una attività commerciale sempre 
legata alle origini vignaiole della famiglia.
E' facile capire, dunque, come a questo punto il giovane 
Luigi aspirasse a trovare un suo 
"posto nel mondo".
A Genova Tenco dette sfogo alla sua innata passione per 
la musica e, procuratosi un clarino da 
banda, si avvicinò ai ritmi d'oltreoceano, fino a far 
parte di alcune piccole formazioni 
musicali fra le quali spiccò la ripetuta esperienza 
nella Jelly Roll Boys Jazz Band, 
dove, in un  secondo momento, fu eletto anche a 
ruolo di dirigente. Da notare che in questa 
formazione suonava anche il suo amico e compagno 
di scuola Bruno Lauzi.
Da "jazzista arrabbiato", così si autodefiniva, 
suonò però, prevalentemente il Sax, uno 
strumento che lo accompagnerà fino alle sue ultime performances.
E da come suonava il Sax, gli amici avvertivano se, 
in quel momento era di cattivo o di buon 
umore.
Molto schivo e pignolo, accordava con estrema precisione 
il suo strumento che, si racconta, 
una volta arrivò perfino a smontare nelle sue parti più minime.
Luigi Tenco, che non aveva conosciuto il padre, 
manifestava molte attenzioni verso la mamma, 
definita in un suo tema infantile dai "capelli 
color castagno", e forse influenzato dalla 
devozione che questa donna aveva per la religione, 
ad un certo punto pare che fosse determinato 
a prendere i voti e a farsi prete.
Sempre animato da un grande senso della giustizia 
non risparmiò, però, neanche la Chiesa con 
le proprie motivate invettive. E fu infatti a 
causa di una sua, per l'epoca, rivoluzionaria 
ballata, che chiamava in causa la Maestra, 
il Curato ed il Sindaco, che si vide sbattere in 
faccia le porte della censura.
Nel 1960, un suo brano entrò a far parte della 
colonna sonora di un celebre film francese e 
l'hobby per la musica, lasciò il posto alla opportunità 
di farne una professione dove trovare 
l'occasione per affermare le proprie idee.
Nasce qui il Tenco cantautore che tutti conoscono....
io ho voluto solo, con queste poche righe,
delinearne gli aspetti iniziali, quelli per 
i quali spero di non essermi troppo "ripetuto".

e per regalo di nozze: “Luigi Tenco”

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e per regalo di nozze: “Luigi Tenco”

Quando Barbara Mujica, nella fiction argentina “El amor tiene cara de mujer”, doveva sposare Rodolfo Beban, qualcuno ebbe la stravagante idea di confezionarLe un regalo tanto inatteso quanto desiderato.
Fu questo il motivo per cui al “regalo di nozze” (alias Luigi Tenco) venne proposta una tournée in Argentina che si protrasse per una decina di giorni. Nella immagine qui riprodotta (dalla collezione “ilmioregno”) sono presenti anche le altre attrici che animavano la celebre telenovella.
Il soggiorno di Luigi Tenco, avvenuto nel dicembre del 1965, non si limitò comunque alla capitale Buenos Aires e ad alcune apparizioni TV ma toccò anche altre importanti piazze dell’Argentina, secondo un programma già organizzato da chi volle dare corpo a quella che, fino a quel momento, era conosciuta solo come “una voce”.

Luigi Tenco: “un mandrogn”

Dalle mie parti si dice che i livornesi veri sono i “livornesi di scoglio”. Io, invece, ho sempre detto, di me, che sono un “livornese di campagna”.
Faccio questa breve premessa perché ritengo che non ci sia niente di male ad essere di campagna. Ed anche Luigi lo sapeva benissimo.
Espressioni come “amare il sole perché fa crescere l’erba nei campi o amare la pioggia perché fa crescere l’acqua nel pozzo erano innate in lui come lo sono in me.
Dal mio paese domino il mare ed una torre, che lo rappresenta, funzionava da torre di avvistamento, ai tempi delle Repubbliche Marinare.
Anche Luigi aveva scelto per sé una torre antica dalla quale poteva dominare il mare. Mi è capitato, nel mio collezionare “Tenco” una cartolina insolita
che ho recuperato dalle parti di Dracula (Transilvania) ma è relativa ad un paesaggio dei Pirenei francesi (vicino a Lourdes) ed ho deciso di farne uso per
segnalarne la presenza perché, per una curiosa combinazione si può chiaramente notare che è firmata Tenco e risale a quando Luigi era stato appena concepito (1937).
Ed ho pensato che anche le due fugure, qui rappresentate, in qualche modo, avessero amato il sole e la pioggia, proprio come me e come Luigi.
A nessuno, credo, sfuggirà che, anche nella cartolina, è presente la “torre” !

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A Peppino Impastato

documento04

15 minuti con ….

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