il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivi per il mese di “giugno, 2003”

NOTE in margine alla biografia di LUIGI Domenico TENCO


Luigi Tenco iniziò a suonare fin da piccolo. Fra i primi strumenti musicali
aveva fu un clarino da banda. Erano appena iniziati gli anni ’50 e con il clarino Luigi Tenco suonava pezzi jazz. Nella sua adolescenza fu affidato ad una insegnante di lettere che lo tenne con sè per un periodo che, come è facilmente intuibile, fu assai formativo.
Prese lezioni di pianoforte dalla stessa insegnante del suo amico pittore Gino Paoli (che era alquanto negato per la musica) e sbalordì per la facilità di apprendimento, tanto che nel giro di pochi mesi, superò per capacità la stessa insegnante. Pare che il “clarinetto” gli fu fatto a pezzi dal fratello più grande di lui che non apprezzava, così come anche la madre, la sua dedizione alla musica. Ma Tenco, invitato a suonare ad una festicciola fra amici, si presentò ugualmente con il clarino che aveva abilmente rimesso in piedi utilizzando l’elastico delle sue mutande. Dal clarino passò poi a suonare il Sax che acquistò a Milano. Gli fu maestro un certo Minerbi al quale rimproverò di aver fatto male ad insegnargli l’uso di quello strumento poche ore prima di uccidersi (quasi fosse stato quello l’inizio di una attività che lo avrebbe coinvolto troppo allontanandolo dagli studi). Tenco era apprezzato dagli amici come suonatore di Sax e gli rimediarono i primi contratti di lavoro facendogli fare delle piccole performance in alcuni dischi di altri cantanti. Era quello il periodo del Rock-Roll (importato dall’America) ed a Tenco va riconosciuto (non lo fa mai nessuno) il pregio di essere stato il primo (1958) a scrivere brani Rock in lingua italiana inventando quello che poi fu chiamato il “rock sofisticato”. Per non esporsi troppo utilizzò in quel periodo lo pseudonimo di Gigi Mai e non firmò il primo celebre successo di Adriano Celentano e primo disco anche di Giorgio Gaber dal titolo “Ciao ti dirò”. Affascinato comunque anche dalle melodie e dalla voce di Nat King Cole, ne imitò la voce incidendo un disco con lo pseudonimo di Gordon Cliff dopo che si era dedicato alla riscrittura in lingua inglese di un famoso brano italiano dal titolo “Vola colomba” della quale ne fece due versioni. La promessa di incidere questo brano fu però disattesa. Di Gordon Cliff oggi ci resta un “Parlami d’amore Mariù” cantato in parte in inglese ed in parte come lo avrebbe potuto cantare Nat King Cole se gli avessero chiesto di cantare in italiano, un brano tutto inglese dal titolo “Love is here to stay” con il quale si possono fare i raffronti ed apprezzare le somiglianze con la voce di Nat ed una recensione che lo individua come un nuovo ma mediocre cantante americano. Anche di una sua prima composizione classica dal titolo “Quando” già pubblicata pochi mesi prima, ne fece una nuova incisione inventandosi un nuovo pseudonimo, questa volta Dick Ventuno. Deriva questa sua scelta da un fatto puramente numerico e Luigi è da rilevare che era molto “matematico” e meno bravo invece in lingua italiana (anche se poi riuscirà a rappresentare nelle sue canzoni, con le parole, i sentimenti, come solo un grande poeta riesce a fare).
Inciderà ancora un suo breve brano Jazz dal titolo “Triste sera” ed avrà
modo di dire poi che se per un certo tempo si era avvicinato al Jazz lo
aveva fatto da “jazzista arrabbiato”.
La sua grande sete di “giustizia” lo porta molto vicino a prendere “i voti”
e a farsi prete e per ironia della sorte, è proprio a causa di una sua
simpatica canzone, dove rimprovera il parroco di aver addobbato la Chiesa
in maniera tale da mettere a disagio i poveri (che non la avrebbero riconosciuta come casa propria) che si trova censurato ed è costretto a rinunciare per un paio di anni ad ogni apparizione video. Superata la crisi mistica, Tenco punta sempre più a fare carriera politica e si espone partecipando a cortei e professando la sua fede marxista. La sua famiglia, che già non approvava la scelta della musica, è certamente disturbata anche da queste posizioni che assume Luigi (candidato peraltro a ruolo dirigente all’interno di un partito di sinistra).
Ho scritto solo alcune delle cose che difficilmente si trovano
assemblate in questa maniera nelle biografie di Tenco dove molto spesso si
bada invece a raccontare prevalentemente la vicenda delle ultime ore. Ma di
Luigi, che ha scosso la coscienza di tante persone, è fondamentale
conoscere, a mio parere, la formazione e non può essere negato (lo è stato
per tutti questi anni) all’opinione pubblica il fatto che era nato da una
relazione extra-coniugale. Questo fatto ad esempio, taciuto per anni, fa capire oggi, ancora di più, quali siano state le grosse lacerazioni interne che hanno forgiato il carattere di Luigi, quali siano state le contraddizioni che ha vissuto sulla pelle e ci aiuta anche a capire quanto sia stata grande, per lui, la delusione (fu criticato aspramente per le sue scelte di pseudo-integrazione nel sistema dai “giovani”) di non aver cambiato in meglio quello che amava chiamare il mondo di domani.

Riferimenti: IL MIO REGNO

Annunci

La mia pagina su Luigi Tenco


Bruno Lauzi (che è un cantautore molto bravo ed ha, fino ad ora, ottenuto un buon successo qui in Italia) sostiene che quando uno non ha niente da fare, scrive un libro su Luigi Tenco.
Ma i libri che sono stati scritti su Tenco possiamo contarli con le dita di una mano.
Io, che non ho niente da fare, con poche parole, proverò ad inventarmi qualcosa per scrivere (e perchè no!) un libro su Luigi Tenco e per non sembrare troppo invadente, lo farò in forma di “pagina” chiamandolo dunque “La mia pagina su Luigi Tenco”.
Da qui l’idea di scrivere, di tanto in tanto, alcuni articoli che, qualora trovassero consensi e/o repliche da parte di altri “disoccupati” come me, potrebbero veramente preludere alla pubblicazione di un libro, scritto così come amava dire anche Luigi Tenco….”perchè non avevo niente da fare”.

Riferimenti: IL MIO REGNO

Navigazione articolo