il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

E se mi diranno…… domande e risposte su Luigi Tenco

(tratto da alcuni appunti email con un italiano che vive a Parigi)

vorrei chiederti se vuoi rispondermi cosa pensi sia cambiato in questi anni
rispetto all’attenzione che il pubblico ha portato (e/o porta) a Tenco e
quale sia il rilievo che il pubblico (e il mondo musicale) hanno dato a
Luigi dopo la sua morte dal ’67 ai giorni nostri ?

Direi che poco o nulla è stato fatto per dare a Luigi Tenco la dimensione che merita.
Nel ’67 ci fu una buona ed importante partecipazione del pubblico in bilico comunque fra la
commozione e la curiosità che nasceva dallo scoprire un personaggio nuovo che aveva con coerenza portato avanti sempre le proprie idee fino a sacrificare sè stesso nel nome dei suoi ideali.
Questa ondata di interesse portò purtroppo anche alcuni fans all’esasperazione ed alla morte e questo dimostra che forse fu mal gestita da chi poteva a quel tempo fare qualcosa di concreto.
L’unico tentativo di un certo interesse fu messo in piedi a Venezia con la costituzione di un Club al quale mancarono però, da subito, i necessari finanziamenti perchè potesse nascere una struttura stabile e di indirizzo. Il pubblico forse imparò, per un paio di anni, a “scoprire” Tenco ma appena consumate le poche canzoni d’amore e/o di protesta conosciute, già pensò al suo superamento.
Poco impulso venne infatti anche dalla pubblicazione di “inediti” e di brani rimasti
nei cassetti delle case musicali alle quali Tenco aveva prestato la sua opera.
Basti considerare che la prima “bozza” di libro su Tenco, scritta peraltro in maniera molto
sufficiente, viene pubblicata ben dieci anni dopo la morte, nel disinteresse generale.
Nel mondo musicale si era mosso solo Nicola di Bari ma solo perchè invitato, dalla madre di Luigi, a rendere un doveroso omaggio all’amico scomparso.
Forse c’era anche la paura di “speculare” sull’opera di Tenco, che comunque faceva comodo dimenticare in fretta.
Direi che in tutti questi anni, se un qualche interesse verso Tenco è stato manifestato dal pubblico è da mettere in relazione esclusivamente alla vicenda delle sue ultime ore di vita.
Anche chi, nel nome di Tenco, porta avanti da anni la canzone d’autore, lo ha fatto in maniera del tutto autonoma e senza riferimenti diretti rispetto alla persona di Luigi, sulla quale solo negli ultimi anni,si è cercato di fare una più attenta analisi.

che cos’è cambiato, se qualcosa è cambiato ???
noti una differenza (comprendendo anche il suo periodo di “successo” mentre
era in vita) ?

Tenco, in vita, non ebbe alcun successo. L’unico momento di vero successo lo ha potuto vivere in Argentina ma era legato alle sue canzoni d’amore. Quello che costituiva il suo impegno invece era la ricerca di una nuova canzone “popolare”. Mi sembra che poco sia cambiato da quel tempo ad oggi.
Credo che il messaggio di Luigi, così come la sua opera, siano ancora oggi estremamente validi ed attuali.

Che ruolo hanno i diversi fan club in Italia ? tu sei in contatto ?

Non esistono dei veri fan club in Italia per Tenco (ad eccezione di quello di Venezia che sopravvive) mentre mi risulta che siano stati costituiti a suo tempo in Brasile anche se non ne conosco lo stato di sopravvivenza e comunque tentativi di nuove aggregazioni vengono portati avanti certamente in Austria ed in Brasile ancora oggi.

Qual’è il ruolo di un web master come te rispetto ad un’artista come Luigi e
la sua opera???

Ho sempre pensato che, il fine ultimo del mio impegno, fosse solo quello di continuare a tenere viva la memoria di Tenco perchè i suoi insegnamenti fossero apprezzati anche da chi non lo ha mai conosciuto. Trovo nelle idee di Luigi qualcosa di “universale” e ritengo dunque sia doveroso farne un momento di riflessione, al di là del passare del tempo.
Riferimenti: IL MIO REGNO

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2 pensieri su “E se mi diranno…… domande e risposte su Luigi Tenco

  1. stefania in ha detto:

    Ho incominciato ad ascoltare Luigi diversi anni fa, quando ne avevo 21 se non sbaglio, ora ne ho 26.La mia fu una scoperta abbastanza casuale, avevo comperato il primo disco dei La Crus, quello in cui c’è la cover di “Angela”, e fui incuriosita dall’originale, così mi procurai una raccolta di Tenco. Nonostante la differenza generazionale , io penso che la sua musica sia davvero universale e molto più complessa , sia nei contenuti che dal punto di vista degli arrangiamenti, di molta musica italiana degli anni 60, e nn solo. Penso che Tenco fosse davvero stato un uomo che aveva un grandissimo bisogno di comunicare le sue idee e i suoi sentimenti,che di certo non erano banali, e aveva il dono di farlo in modo estremamente sincero e semplice; riusciva a parlare al cuore di tutti( e in questo era davvero “pop”) , perchè i suoi dilemmi appartenevano (e appartengono) a chiunque viva la sua vita in modo problematico e profondo, sia nei confronti di se stesso che del resto della società.In questo periodo lo sto ascoltando tantissimo, ho scoperto dei suoi pezzi che non conoscevo , come la serie della ballate ed altri meno famosi dei classici, e ho avuto l’ ennesima conferma del suo valore umano e artistico , un artista davvero completo , che oltre ad aver parlato dell ‘ amore in tutte le sue sfumature era ben consapevole della bellezza ma anche della stupidità del mondo , e del fatto che al di la di noi , della nostra vita intima ,privata, ci sono anche problemi che appartengono a tutti e che senza il contributo di ciascuno nulla potrà mai diventare migliore.
    Luigi mi ha insegnato anche questo, che bisogna continuare a credere nei sogni e nelle utopie, a lottare, non bisogna diventare degli “acchiappa nuvole”, come diceva lui.
    Per questo mi insospettisce l ‘ ipotesi che si sia suicidato, era una persona tormentata ma anche piena di vita e di altruismo.
    Spesso faccio ascoltare le sue canzoni ai miei amici , alcuni se ne innamorano, altri magari no, ma lascia comunque un segno.
    E’ un bene che esistano dei siti che parlino di lui e ne mantengano viva la memoria , e consiglio a chiunque ami la sua musica di diffonderla , potrebbe essere un regalo prezioso.
    saluti e continuate così.
    Stefania.

  2. Laura in ha detto:

    Sono una italiana al estero per troppo luongo che neanche parlare l’italiano correttamento. Ma la ligazone che mi fa Luigi con l’ Italia mia e veramente forte. Avevo 12 anni quando Luigi e morto e mai va via dal mio cuore quello sentimento da solitudine dal mondo nel sapere che Lui e partito. Tanti anni sognando da ritornare in Italia e la prima cosa che ho visto nel mio paesino (Lucca) e una casetta (La Sua Storia)…era il mio compleanno numero 43 ed il mio figlio chi conosce i miei sentimenti lo ha comprato nel stezzo attimo ! Ora sempre parliamo da la sua musica…e come parte della nostra vitta. Sempre Laura Pardini

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