il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Ada Montellanico intervista Reverberi che parla di Tenco

Ada Montellanico intervista Reverberi che parla di TENCO

tratta dal libro di Ada Montellanico QUASI SERA. UNA STORIA di TENCO….

intervista a Gianfranco Reverberi

……….(riproduzione parziale)……

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A.M.: Raccontaci il tuo primo incontro con Luigi Tenco.

G.R.: Abitavamo tutti lì. Lui aveva il negozio in via di Rimassa, io vivevo in Corso Torino, che è il proseguimento di una strada divisa solo da una traversa, Via Cecchi, dove c’era il punto di raduno e il cinema Aurora, l’u­nico cinema di Genova che dava tutti i musical. Noi ci incontravamo da ragazzini senza divisioni tra chi faceva musica e chi no. Ci trovavamo in piazzetta, andavamo a vedere questi film. Entravamo con Lauzi, che era bravissimo a parlare inglese (a scuola era il primo della classe). Entravamo al cinema alle due del pomeriggio e uscivamo a mezzanotte. Poi restavamo fino alle 4 del mattino sulla panchina a ricantare tutto il musical. Bruno si ricordava le parole a memoria, noi ricordavamo la musica e rifa­cevamo il musical sulla panchina. Questo succedeva molto spesso.

A.M.: Chi eravate?

G.R.: Lauzi, Ruggero Coppola, quei cinque o sei più appassionati di musica.

A.M.: Tenco c’era?

G.R.: Sì, come no! Lui abitava in Via Nizza mi pare, avevano il negozio di grossista di vini in via Rimassa, e lui era sempre lì con il fratello, con la ma­dre, stava lì e poi ci si trovava al bar Igea o ad un altro bar, c’era il bar de­gli sportivi, dei papponi…

………………………………………………………………………………………………….

A.M.: E Tenco suonava il sax alto…

G.R.: Suonava prima il clarinetto, poi ha comprato il sax e comunque mette­va le mani anche sul pianoforte. Suonava con gli "stampini"… accordi a quat­tro voci alla tastiera con le dita di entrambe le mani messe in modo da forma­re delle corna. Abbiamo cominciato a giocare cosi, anche se io e mio fratello studiavamo seriamente, mio fratello al conservatorio, io da una insegnante privata. Studiavo pianoforte, ma suonavo il vibrafono e non avevo un maestro di strumento. Comunque ho studiato pianoforte senza essere un pianista.

…………………………….

A.M.: Lo puoi considerare un amico, Luigi?

G.R.: Amico? Troppo limitativa la parola amico per Luigi. Era forse il più sincero tra quelli che ho conosciuto e poi amico-amico, di quelli che se stai vent’anni senza sentirti, sono sempre vicini e disponibili in qualunque mo­mento e per qualsiasi cosa. Umanamente era esagerato…

A.M.: Se volessimo fare una divisione, tra Tenco compositore e musici­sta, Tenco poeta, Tenco cantante, qual è la parte più interessante per te?

G.R.: II musicista. A livello di cantante lo posso paragonare al musicista perché è la stessa cosa. Come testi ha fatto delle cose geniali che in quel periodo si facevano, si cercava quel modo di scrivere. Ha fatto delle cose belle lui come Giorgio Calabrese, come Gino Paoli, come Bruno Lauzi. Ognuno col suo tipo di personalità. Era un po’ il modo di scrivere di quel periodo. Luigi scriveva come parlava. Piero Ciampi era un’altro che scrive­va come parlava. Diceva poesie, cose imprevedibili come niente fosse men­tre ci parlavi normalmente. Erano tutti ispirati a cercare un linguaggio di­verso da quello precedente. Luigi ha scritto delle cose bellissime ed erano tutte cose che sentiva. Quello che scriveva lo viveva, e le cose più belle erano quelle che aveva vissuto ve­ramente, a partire da Angela., perché lui era proprio così… e mi diceva "devo arrivare a vederla piangere, perché allora vuol dire che mi ama veramente".

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8 pensieri su “Ada Montellanico intervista Reverberi che parla di Tenco

  1. Vedrai, vedrai…

  2. Bellissima questa intervista di Reverberi, piena di spunti e riflessioni importanti e della puntualizzazione di episodi che potevamo immaginare ma che non sempre venivano raccontati come in realtà erano stati vissuti.

  3. molto interessante questa intervista di Ada Montellanico a Reverberi, ancora non l’ho conclusa (leggo sempre con calma e preferisco la carta, stamperò il tutto) ma la prima parte che intreccia musica e amicizia è davvero molto bella. Grazie

  4. Copiata, incollata e salvata: se un giorno si dovesse parlare del senso del “fare musica”, non si potrà prescindere dalla profondità di questa intervista.
    Un grazie anche da parte mia.

  5. Ho letto con attenzione l’intervista e ho trovato anche io diversi spunti interessanti sia per quanto riguarda l’amicizia fra Reverberi, Tenco e gli altri artisti, sia per per quanto riguarda l’aspetto umano e musicale di Luigi Tenco.
    In particolare dell’intervista mi colpiscono diversi interpretazioni che Reverberi dà di Luigi Tenco. Una di queste è racchiusa in questa frase “Luigi scriveva come parlava”. Luigi ha scritto delle cose bellissime ed erano tutte cose che sentiva. Quello che scriveva lo viveva, e le cose più belle erano quelle che aveva vissuto ve­ramente, a partire da Angela., perché lui era proprio così… e mi diceva “devo arrivare a vederla piangere, perché allora vuol dire che mi ama veramente”.
    Ecco, questa frase,rafforza ulteriormente il mio apprezzamento per l’uomo e il musicista Luigi Tenco.
    Complimenti ad Ada Montellanico per aver tirato fuori da questa intervista le risposte che molti di noi avrebbero voluto conoscere su Tenco.

  6. → FronEsis82 …un bel giorno cambierà!
    → Aldebaran Reverberi e Luigi….2 Cavalieri
    → ruckert grazie a te, x i prossimi post prometto maggiore brevità
    → Masso57 …se un bel giorno…vedrai, vedrai
    → gulliveriana meritavi questa anticipazione dopo quello che hai fatto per la Ninfa

  7. il fatto è la lunghezza mi fa preferire la carta al monitor
    ciao 🙂

  8. Diceva bene FronEsis82 con quel “vedrai, vedrai” ed infatti qualcosa sta cambiando….ho dovuto prendere atto che postare interamente una intervista appena rilasciata non favoriva gli interessi commerciali della vendita del libro e non rendeva di conseguenza un buon servizio a chi di quella intervista era stato protagonista. Ne lascio, di conseguenza, solo alcune tracce rimandando per il resto al consiglio di acquistare il libro che peraltro contiene anche un CD con una curiosa interpretazione di “Se sapessi come fai” in chiave jazz.

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