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in ricordo di LUIGI TENCO ( 27/1/1967-27/1/2007 )


questo post serve solamente a ricordare Luigi Tenco,….40 anni dopo la sua morte !
Riferimenti: IN RICORDO DI LUIGI TENCO

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in ricordo di LUIGI TENCO

questo post serve solo a ricordare la figura di LUIGI TENCO….40 anni dopo la sua morte !

inricordo

 

IN RICORDO DI LUIGI TENCO (pag.95)


Quando, nel 1967, Luigi Tenco ci lasciò scrivendo “spero che serva a chiarire le idee a qualcuno”, molti giovani raccolsero il suo messaggio e vollero, a modo loro, tributargli stima ed affetto.
Gli attestati che lasciarono furono raccolti in forma di libro.
Da oggi, contando di non far torto ad alcuno, ripropongo alcune pagine di quel libro che fu fortemente voluto dal Club Luigi Tenco di Venezia e che ottenne anche il consenso della mamma di Luigi.
tratta dal libro IN RICORDO DI LUIGI TENCO (pag.95):
di Cristina Romieri (Venezia)

E LUI CANTAVA

E lui cantava…
Chiudeva gli occhi
e vedeva il buio;
li riapriva, stanco,
e vedeva il vuoto.
Si guardava attorno:
c’era tanta gente,
ma era come
se fosse solo.

E lui cantava…

Cantava triste
le Sue amare parole
per un mondo
troppo cattivo;
ma vedeva soltanto
sguardi vuoti:
nessuno sembrava
ascoltarLo, capirLo.

E lui cantava….

Ma una notte
alzò gli occhi al cielo:
vide tanta luce,
sentì tanto calore.

E se ne andò…
E prese la chitarra
per cantare
le Sue ballate
agli angeli del cielo.

Riferimenti: IN RICORDO DI LUIGI TENCO

IN RICORDO DI LUIGI TENCO (pag.95)

Quando, nel 1967,  Luigi Tenco ci lasciò scrivendo "spero che serva a chiarire le idee a qualcuno", molti giovani raccolsero il suo messaggio e vollero, a modo loro, tributargli stima ed affetto.

Gli attestati che lasciarono furono raccolti in forma di libro.

Da oggi, contando di non far torto ad alcuno, ripropongo alcune pagine di quel libro che fu fortemente voluto dal Club Luigi Tenco di Venezia e che ottenne anche il consenso della mamma di Luigi.

tratta dal libro IN RICORDO DI LUIGI TENCO (pag.95):

di Cristina Romieri (Venezia)

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E LUI CANTAVA

E lui cantava…

Chiudeva gli occhi

e vedeva il buio;

li riapriva, stanco,

e vedeva il vuoto.

Si guardava attorno:

c’era tanta gente,

ma era come

se fosse solo.

E lui cantava…

Cantava triste

le Sue amare parole

per un mondo

troppo cattivo;

ma vedeva soltanto

sguardi vuoti:

nessuno sembrava

ascoltarLo, capirLo.

E lui cantava….

Ma una notte

alzò gli occhi al cielo:

vide tanta luce,

sentì tanto calore.

E se ne andò…

E prese la chitarra

per cantare

le Sue ballate

agli angeli del cielo.

 

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