il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivi per il mese di “marzo, 2007”

dal mio regno… alla verde isola.


A pochi chilometri da qui, cioè dal mio regno, c’è una verde isola dove si parla di Luigi Tenco.
Nelle isole, si sa, ci si conosce un po’ tutti. Ma in quell’isola no ! Là ognuno conosce bene sé stesso e poco o niente sa degli altri al punto che, per rimediare, gli abitanti hanno deciso di incontrarsi, un giorno di questi.
Io non so ancora se ce la farò ad abbandonare, anche per un solo giorno, il mio regno ma è là che vorrei, per una volta, vedere me stesso come mi vedono gli altri.
La mia paura, però, è che a vedere me come sono, io potrei preferire un’altra compagnia, più simpatica di me.

Riferimenti: Il mio regno

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dal mio regno….alla verde isola

A pochi chilometri da qui, cioè dal mio regno, c’è una verde isola dove si parla di Luigi Tenco.

Nelle isole, si sa, ci si conosce un po’ tutti. Ma in quell’isola no ! Là ognuno conosce bene sé stesso e poco o niente sa degli altri al punto che, per rimediare, gli abitanti hanno deciso di incontrarsi, un giorno di questi.

Io non so ancora se ce la farò ad abbandonare, anche per un solo giorno, il mio regno, ma è là che vorrei, per una volta, vedere me stesso come mi vedono gli altri.

"La mia paura, però, è che a vedere me come sono, io potrei preferire un’altra compagnia, più simpatica di me".

qsl

21/3 ….e con la Primavera sei nato Tu


Ricordare Luigi il giorno della sua data di nascita a me fa più piacere di quando invece lo si ricorda per la sua data di morte. E spero non mi porti rancore il Maestro Dall’acqua per questa immagine con la quale oggi lo ricordo.
Riferimenti: il mio regno

21/3….e con la Primavera sei nato Tu

Ricordare Luigi il giorno della sua data di nascita a me fa più piacere di quando invece lo si ricorda per la sua data di morte. E spero non mi porti rancore il Maestro Dall’acqua per questa immagine con la quale oggi lo ricordo.

pagine del libro….in ricordo di LUIGI TENCO


Prosegue, con queste poesie, la ripubblicazione dei tributi che furono raccolti nel volume:
“in ricordo di LUIGI TENCO”.
pag.89 “Il tuo volto per bandiera” di Franco Musci (Milano)
pag.49 “In morte dell’amico Luigi” di Dino Colalongo (Pescara)
Dino Colalongo è anche l’autore del fotomontaggio che è stato utilizzato come copertina del libro.
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IL TUO VOLTO PER BANDIERA

Sei entrato in quel mondo
con un credo ed una speranza
hai lottato per cambiarlo
ma eri solo e troppo candido.
Le tue grida di dolore
eran mute, senza suono,
per degli uomini insensibili
che nel petto hanno sassi.
Tu cantavi disperato
tra i sordi e gli automi
seminando il tuo amore,
la tua bontà, la poesia.
Essi t’han cacciato via
perché possedevi un cuore
e con grande ipocrisia
ora dicon ch’eri pazzo.
No, non piangere, Luigi:
nulla, credi, è stato vano;
c’è ancora chi ti segue
e il Tuo volto ha per bandiera.

Franco Musci (Milano)

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IN MORTE DELL’AMICO LUIGI

Uno di noi è morto !
La gente si chiede perché.
La gente non sa
che a farlo fuori
siamo stati noi.

Abbiamo rotto un fiore,
non dovevamo farlo.
Ora ci vergognamo,
e vogliamo dimenticare presto.

I giovani devono sapere
che i fiori non si rompono.
I fiori sono come i giovani,
i giovani sono fiori !

Dino Colalongo (Pescara)
Riferimenti: IN RICORDO DI LUIGI TENCO

pagine del libro…..in ricordo di LUIGI TENCO

Prosegue, con queste poesie, la ripubblicazione dei tributi che furono raccolti nel  volume:

 "in ricordo di LUIGI TENCO".

pag.89 "Il tuo volto per bandiera" di Franco Musci (Milano)

pag.49 "In morte dell’amico Luigi" di Dino Colalongo (Pescara)

Dino Colalongo è anche l’autore del fotomontaggio che è stato utilizzato come copertina del libro.

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IL TUO VOLTO PER BANDIERA

Sei entrato in quel mondo

con un credo ed una speranza

hai lottato per cambiarlo

ma eri solo e troppo candido.

Le tue grida di dolore

eran mute, senza suono,

per degli uomini insensibili

che nel petto hanno sassi.

Tu cantavi disperato

tra i sordi e gli automi

seminando il tuo amore,

la tua bontà, la poesia.

Essi t’han cacciato via

perché possedevi un cuore

e con grande ipocrisia

ora dicon ch’eri pazzo.

No, non piangere, Luigi:

nulla, credi, è stato vano;

c’è ancora chi ti segue

e il Tuo volto ha per bandiera.

Franco Musci (Milano)

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IN MORTE DELL’AMICO LUIGI

Uno di noi è morto !

La gente si chiede perché.

La gente non sa

che a farlo fuori

siamo stati noi.

Abbiamo rotto un fiore,

non dovevamo farlo.

Ora ci vergognamo,

e vogliamo dimenticare presto.

I giovani devono sapere

che i fiori non si rompono.

I fiori sono come i giovani,

i giovani sono fiori !

Dino Colalongo (Pescara)

Considerazioni su Tenco

Rendo pubblico (cogliendo lo spirito con cui mi è stato indirizzato ed abbreviando alle sole iniziali il nome per ragioni di privacy) un messaggio che ho appena ricevuto:
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Io credo come alcuni, anche se non per tutti, Luigi Tenco sia stato uno dei più grandi cantanti della musica italiana e non solo. Le canzoni di Luigi hanno qualcosa che prendono chiunque abbia una sensibilità maggiormente sviluppata?le sue canzoni son qualcosa di eccezionale, per l?epoca, quindi anni ’60, le canzoni di Tenco furono di una modernità unica inavvicinabile per qualsiasi altro cantante. Come potete sapere nelle sue canzoni c?era satira sociale?.amore ecc… mi stupisce la sua diciamo facilità nell?esprimere così dolcemente e fortemente allo stesso tempo momenti situazioni o semplicemente cose della vita. Con la sua morte se ne andato un pezzo importante di musica,di canzone perché Luigi ancora oggi poteva dire la sua senza problema.. ma purtroppo se ne andato presto troppo presto lasciandoci comunque canzoni di una sensibilità,emotività unica e rara. Mi dispiace quando parlo con altri e sento dire:chi? Tenco? Ah si quello che si è ammazzato a Sanremo e vabbè ecc? senza ricordarsi invece ciò di positivo che questo ragazzo ha fatto. Purtroppo la gente non può capisce certe cose senza una giusta sensibilità o se le capisce fa fatica a parlarne preferendo parlare d?altro. Mi dà fastidio sentire che Tenco si è ammazzato perché non ha vinto Sanremo o cose del genere sicuramente la scon***** al festival è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso ma non è quello il motivo unico. Non pensate che Luigi non avesse ironia e voglia di vivere
ma è altrettanto difficile stare in piedi quando senti tutti i tuoi entusiasmi svanire e spegnersi come un fiammifero nel vento, quando credi di dare qualcosa senza pretese e la gente non capisce e non accetta ciò che di buono fai non solo per te ma anche per loro o quando vedi che il mondo che ti sta attorno non sa parlare altro che di come diceva tenco rose fiori cuori ecc.Ognuno ha una propria sensibilità e la può interpretare in diversi modi non tutti sono forti alla stessa maniera.
A Luigi quella perdita di entusiasmo quella sua grandezza e sensibilità ai problemi del mondo non ricambiata o ricambiata da alcuni e basta ha fatto molto male oltre che molta rabbia. Tenco non ha sopportato per il suo carattere, per la sua sensibilità enorme tutto questo.; da un lato come poi ha scritto nella lettera (se si può chiamarla cosi) prima di morire il suicidio di Tenco è stato un atto di protesta contro questa società. Come citò il grande Fabriziò de Andrè, per altro suo amico, nella canzone dedicata a Luigi Preghiera in Gennaio : ??soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte?che all?odio e all?ignoranza preferirono la morte?.
Certo Tenco avrà avuto forse altri motivi che noi non possiamo sapere ma questi sono sicuramente alcuni e tra i più importanti. Si poteva agire in modo diverso ma ripeto per l?ennesima volta ognuno ha una sensibilità ognuno ha un proprio orgoglio ognuno ha un proprio modo di vedere le cose in base alle cose che ho appena elencato..io non giustifico ma capisco il suicidio di Tenco. Solo chi ha un determinato carattere può capire certe cose (e non c?è neanche bisogno di ripeterle) chi invece come molti e azzarderei ahimè la maggiorparte non ha quel determinato carattere queste cose non le capirà mai o almeno non ci darà importanza pensando invece a cose che fan più comodo, e da qui si capisce l?egoismo e l?ignoranza di molti essere umani.
P.S. son contento personalmente di apprezzare tutto ciò che riguarda Tenco come cantante e per quel che so come persona anche se naturalmente non l’ho conosciuta. La gente non capisce ma spero che capirà che chi apprezza alcune cose come noi fan di Tenco siamo nel bene o nel male su un altro regno. Ciao a tutti voi e naturalmente anche a Luigi!!!

G.M.P.
Riferimenti: Considerazioni su TENCO

Ciao amore, ciao….ed il pubblico si alza in piedi

Ciao amore, ciao torna a Sanremo….ed il pubblico si alza in piedi

E’ tardi lo so, per riconoscere che Luigi aveva presentato una bella canzone, sul palco di Sanremo.
Sono passati più di 40 anni. Il pubblico, che all’inizio mi è parso un po’ sconcertato, ha finito con il capire e doverosamente si è alzato in piedi acclamando con Luigi anche Sergio e Bruno.
Io stavo gridando dentro di me …..”alzatevi”.
Riferimenti: Ciao amore, ciao…torna a Sanremo

Ciao amore, ciao torna a Sanremo….ed il pubblico si alza in piedi

Ciao amore, ciao torna a Sanremo….ed il pubblico si alza in piedi

E’ tardi lo so, per riconoscere che Luigi aveva presentato una bella canzone, sul palco di Sanremo.

Sono passati più di 40 anni. Il pubblico, che all’inizio mi è parso un po’ sconcertato, ha finito con il capire e doverosamente si è alzato in piedi acclamando con Luigi anche Sergio e Bruno.

Io stavo gridando dentro di me ….."alzatevi".

Grazie a Renato Zero !

Ciao Amore Ciao – oggi a Sanremo l’omaggio a TENCO

Ciao Amore Ciao

di e con

Nino Racco – Peppe Platani

2 Marzo 2007 ore 17.30

Teatro della Federazione Operaia – Via Corradi 47 – Sanremo

Lo spettacolo dell’attore-cantastorie Nino Racco ”Ciao Amore Ciao”, sulla vita e l’opera di Luigi Tenco, approda a Sanremo nell’ambito delle manifestazioni collaterali al Festival della Canzone. Su invito della CGIL sanremese, coorganizzatrice della V Edizione della Tenda della Pace, Nino Racco racconterà e canterà il “calvario poetico”  del cantautore ligure-piemontese, conclusosi tragicamente nella notte tra il 26 e il 27 Gennaio di quaranta anni fa. Era esattamente il 1967. Lo spettacolo è un excursus filologico che va dalla prima stesura della canzone Ciao amore ciao – che aveva come titolo Li vidi tornare e che si presentava come canzone antimilitarista – fino all’ultima stesura di sapore intimo ed esistenziale. In mezzo tutto il travaglio di Luigi Tenco a difesa di una canzone sganciata dalle mode commerciali e dal compiacente gusto festivaliero.

Ciao Amore Ciao si sofferma poco sugli aspetti cronachistici per fare altresì luce sulla poesia e sulla musica di Tenco che tanta influenza hanno avuto nello sviluppo della canzone d’autore in Italia.

Intrecciate al racconto troviamo le più significative canzoni di Luigi Tenco, teatralmente interpretate da Nino Racco in compagnia del musicista e compositore Peppe Platani.

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