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Ricaldone: ….quando il jazz rispetta Tenco

Ricaldone: …quando il jazz rispetta Tenco.

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Ricaldone: …quando il jazz rispetta Tenco

Ricaldone: …quando il jazz rispetta Tenco.

E’ stata una buona giornata quella del 19 luglio 2007, da archiviare fra quelle che si ricordano volentieri.

Il programma non era per me entusiasmante perché sono sempre molto critico quando altri mettono le mani nel patrimonio di Luigi ed i jazzisti hanno preso a farlo frequentemente.

Nonostante questo e proprio perché Ricaldone riservava comunque una intera serata alle cose di Luigi e non di altri, non ho voluto mancare l’appuntamento.

La giornata è stata caratterizzata da due momenti diversi e comunque convergenti.

In prima serata una serie di comunicazioni senza dibattito, per pochi intimi.

Dal palco Bazzurro ha ricordato i jazzisti che si sono riproposti con brani di Luigi, scarrellando nel tempo fino a ritrovare una incisione di Gaslini del 1964 e non ha risparmiato critiche, per me ingenerose, a Ada Montellanico. Renzo Parodi ha tracciato le linee biografiche di Luigi anticipando la prossima uscita del suo libro (del 1997) aggiornato per l’occasione con contributi di persone che hanno frequentato Luigi nell’ambiente musicale e con l’auspicio di riuscire, in due capitoli, a metter la parola fine sulla incresciosa appendice che c’è stata in questi ultimi tempi. Due capitoli del suo nuovo libro (pronto per ottobre credo) saranno dedicati anche a Valeria. Staremo a vedere.

Un piccolo errore che tutti continuano a portarsi dietro, ho provato a correggerlo io, in separata sede. E’ una minuzia forse ma serve per pungolare quanti scrivono di Luigi a prestare sempre la massima attenzione. Fra i primi complessini di Luigi si cita sempre la "Jelly Roll Morton etc."; io ho pregato di togliere il "Morton" che non mi risulta dalle evidenze che sono pronto ad esibire. Anche qui starò a vedere.

In prima serata anche il jazzista Felice Reggio ha salutato i pochi presenti (fra cui una signora che poco prima avevo incrociato davanti al piccolo cimitero che non manco mai di visitare) raccontandoci di come si stia appassionando sempre più ai brani di Luigi e di quanto, questa specie di sindrome, sia diventata contagiosa nella sua famiglia dove da mesi non si parla di altro.

Per lui però non c’è da dire "staremo a vedere" perché nella seconda parte della serata, con il piazzale gremito di gente, ha saputo dirigere, per più di due ore, i 18 elementi della sua Band e tenere sempre viva l’attenzione. Pur facendo sbizzarrire, di volta in volta, i suoi orchestrali (fra cui molti fiati) e regalandoci lui stesso dei saggi di bravura,non ha stravolto le melodie di Luigi.

Molto rispetto l’ho notato in un rifacimento de "La mia valle" per il quale nutrivo dubbi in prima serata. Il brano, nella versione jazz, assume una dimensione molto più popolare e c’è stato rispetto, anche, nell’arrangiamento di "Una brava ragazza" reso assai allegro e con note di introduzione che hanno richiamato "non ho l’età" della Cinquetti.

Bellissimo il dialogo fra il pianoforte e gli altri strumenti musicali sulle note di "un giorno dopo l’altro" e via dicendo fino all’invito, rivolto a tutti i presenti dopo la mezzanotte, ad intonare (e c’è stata risposta coinvolgente) Ciao amore, ciao.

RICALDONE: un appuntamento da non mancare

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