il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivi per il mese di “novembre, 2007”

Tra fichi, foto ed amarcord. (stORNELLATA tenchiana)

Tra fichi, foto ed amarcord.

 (stORNELLATA tenchiana)

Toscana. E’ agosto. Siamo nel Mugello. Nonostante la torrida estate incrociamo una giornata di pioggia. Pazienza. Ci rifugiamo in casa di Ornella come se fossimo i nipoti di chissà quale zia. Chiamarla nonna non va bene perché lei è più giovane di tutti noi. E poi non l’abbiamo  forse ribattezzata la madre di tutti i tenchiani d’Italia?

Fra un ricordo e l’altro si passa la sera "bevendo barbera", direbbe Gaber, ed invece no.

Ci sono i fichi di stagione ed appena spiove ci ripromettiamo di farne un assaggio.

Ma Ornella che ci aspettava ci ospita anche con dolci ed altre leccornie e così, intorno ad un tavolo, si tira a far tardi, ignari delle apprensioni delle nostre famiglie ben indaffarate a raggiungerci con il telefonino.

Da Ornella però la pace è sovrana ed il telefonino non "piglia" come si dice in toscana.

Non manca poi un po’ di goliardia e così, sul finire, dopo aver valutato se attribuire alla mano di Luigi i brani "Piango di rabbia" e "Un poeta come tanti" viene sciorinata una "stORNELLAta tenchiana" probabilmente destinata a rimanere cosa unica e rara.

Un tributo minimo ma pur sempre gradito dalla nostra cara amica che ha voluto immortalare questo momento.

Grazie Ornella, grazie di esistere.

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Tenco da Sassari…sentiamo Tenco da Sassari

La vita è proprio strana. Nel percorso di ognuno ci sono tappe obbligate ma anche coincidenze che talvolta lasciano stupiti anche gli inventori di illusioni, cioè i maghi.

Questa breve premessa mi serve solo per segnalare che già mi ritenni fortunato nell’aver scoperto che Luigi Tenco era stato buon amico di un mio concittadino ed ancor più fortunato lo sono stato per il fatto che prestò servizio militare nella mia regione.

Se oggi possiedo una sua dedica sulla copertina di un suo/mio disco è probabile che dipenda da questa seconda coincidenza ma che nel suo curriculum (ante e post mortem) abbia più volte incrociato la parola "Sassari" questo mi suona davvero singolare e neanche i maghi del mio regno (la copertina di cui parlavo prima) hanno saputo spiegarmi la cosa.

Forse è leggenda o forse verità ma si ha l’impressione che nel 1962 Luigi abbia collaborato, in qualche modo, alla regia dell’unico lungometraggio al quale prestò il proprio talento. Parlo del film "La cuccagna" di Luciano Salce, là dove, quasi per simulare una punizione che lascia intendere la fine del "bengodi",  si cita per la prima volta, per quel che mi è dato conoscere, la parola in questione con la lapidaria affermazione fatta da un industriale della pubblicità: "mandateli a Sassari".

Ma da Sassari proviene anche, e qui siamo già nel 1967, un ricco epistolario di canzoni inedite di cui dà conto la rivista "Novella 2000" nel suo nr.30 citandone peraltro una "l’amore mi inganna da tempo/mi sfugge e ne ignoro il perché/ etc.". Ritengo di conoscere a sufficienza quell’epistolario nel quale non riconosco la penna di Luigi ma fatto sta che la provenienza non la posso disconoscere ed è proprio Sassari.

E ne son passati di anni fin quando (e siamo nel 2007) un presentatore TV che era solito, in anni giovanili, presentare le performances di Luigi nei locali liguri dove il Nostro suonava, se ne esce con la frase: "Tenco da Sassari, sentiamo Tenco da Sassari". E la platea attenta ha potuto apprendere qualcosa in più di Tenco e di Sassari.

Tenco, Endrigo e …. Fantanicchio !

C’è stato un TEMPO in cui al nome di Luigi Tenco e Sergio Endrigo venne affiancato anche quello di….Fantanicchio !

fantanicchio

 

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