il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Quando il figlio del contadino vola…

Quando il figlio del contadino vola….

Ricaldone, Maranzana, Mombaruzzo, Quaranti, Alice bel Colle., un sali e scendi continuo ideale per i ciclisti che, in tempi rapidi, vogliono provare l’ebrezza di sentirsi scalatori, discesisti, passisti e via dicendo. Ma i paesi che ho citato vivono di agricoltura e dunque non è improbabile che fra quei colli si cresca alla guida di un trattore piuttosto che in sella ad una bicicletta.
Fra queste valli è cresciuto anche Luigi Tenco ed ogni volta che mi capita di andare da quelle parti nel contrasto fra trattori e ciclisti ripenso sempre ad una dichiarazione che il fratello di Luigi rilasciò al giornalista Andrea Bazzurro alla fine del 1986. Alla domanda "Qual’era la posizione di Luigi nei confronti della religione"  Velentino Tenco rispose così: "Un po’ particolare, come in tutte le cose. Faccio un esempio: ci fu una volta in cui gli venne in mente di diventare un ciclista. Io gli comprai una bicicletta e lui tutte le mattine alle sei partiva ed andava ad allenarsi. Un’altra volta  iniziò a leggere una storia delle religioni e lo colpì la figura di Sant’Ignazio di Loyola. Poi lesse un libro sull’Inquisizione di Spagna e se avesse potuto i preti li avrebbe bruciati tutti. Si infervorava, non tollerava l’ingiustizia. Era fatto così. Da ragazzino, è chiaro, perché poi anche lui ha trovato un proprio equilibrio."
Io non so se gli allenamenti di Luigi avvenivano fra quelle valli (credo di no) ma aver visto oggi, al giro d’Italia, il figlio di un contadino volare mi ha fatto ripensare alle origini agresti di Luigi e alla sua determinazione a far volare alto le proprie idee.
 

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5 pensieri su “Quando il figlio del contadino vola…

  1. Balans in ha detto:

    Sabato 31-05-2008 ero ben posizionato, con altri tre amici, a 500 metri dalla cima del Mortirolo. Quando ho visto sfrecciare il contadino Sella, subito ho pensato al nostro scambio di opinioni (sulla tappa) avvenuto solo poche ore prima (tramite sms). Tu avevi anche fatto un’analisi perfetta della gara (anticipando, di fatto, il risultato finale), inoltre mi avevi appena raccontato l’aneddoto che poi hai postato (la passione di Luigi per la bicicletta, riportata da Valentino Tenco). Dopo tanto freddo, acqua e fatica non mi rimaneva che dedicare questa strepitosa giornate, del piccolo gran contadino, a Luigi Tenco. Luigi era un conterraneo di Fausto Coppi (il mito del ciclismo) ed era nato tra contadini e filari vigne… . Caro “il mio regno”, ti ringrazio per la preziosa informazione “tenchiana” che mi era completamente sfuggita. Balans

  2. Bellissimo post.Sentire parlare di Luigi come ne parli tu a me fa bene al cuore e mi da forza per sperare ancora.G.

  3. marica in ha detto:

    Interessantissima notizia inedita sulla passione di Luigi per la bicicletta ma ancora di più questo suo interesse per la figura di Sant’Ignazio e quindi per la religione. Quindi,come ho sempre pensato pur non avendone la certezza,una “sua personale fede in qualcosa di soprannaturale l’aveva”(sicuramente l’aveva influenzato in questo anche la mamma Teresa che ho letto avesse molta fede) Grazie Massimo per quello che ci permetti di scoprire anche e soprattutto sul “Luigi uomo” 😉

  4. Ciò che racconto di Luigi non è mai inedito. Sono notizie già apparse che io mi permetto, solamente, di ricordare.
    Per quanto riguarda “la bicicletta” ho in animo, già da alcuni anni, di fare un giro “per le strade di Luigi” così come sono ben segnalate nel libro a lui dedicato da suo cugino Giorgio Carozzi e da me indicate a questo link:
    http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/3155-cassine-ricaldone-per-le-strade-di-luigi
    Sull’aspetto religioso potrei dire qualcosa in più ma rischierei di fare affermazioni, queste sì, dal sapore troppo inedito. Per cui mi limito a ricordare che Luigi non si è tirato indietro quando, per aggraziarsi le simpatie di una suora (e far piacere a sua mamma) gli fu chiesto di suonare l’organo in Chiesa.
    La notizia è riportata in una lettera scritta (di suo pugno) alla madre durante il periodo militare nel mese di febbraio del 1965. (rif. “A 35 anni da quel Sanremo” di Dentone-Gonzales)

  5. marica in ha detto:

    Sarebbe veramente stupendo ripercorrere in bici le stesse strade per cui ha pedalato Luigi. Una grande e bella emozione. Per quanto riguarda l’episodio della suora l’avevo letto anche nel libro “ed ora che avrei mille cose da fare” scritto anche con la collaborazione di Giorgio Carozzi e anche in un libro di Aldo Fegatelli Colonna. Avevo anche letto che era affascinato dalla figura di Sant’Ignazio di Loyola e di Sant’Agostino e per questo avevo dedotto che magari a modo suo avesse fede ,in Dio o in qualcosa di soprannaturale ma non certo nella chiesa come istituzione(ricordando la famosa “cara maestra” 🙂 Era solo di questo che chiedevo conferma anche senza rivelazioni inedite 😉 grazie Massimo 😉

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