il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivi per il mese di “ottobre, 2008”

Omaggio del club Luigi Tenco a Ornella, fondatrice appassionata

 

Un mese fa moriva, all’età di 86 anni, Ornella Benedetti, lidense d’adozione, fondatrice del Club Luigi Tenco. E proprio gli amici del club la ricordano ora con una lettera aperta, a firma di Cristina Romieri. Uno «spirito libero e un po’ ribelle», quello di Ornella che era stata toccata profondamente dalla tragedia di Luigi Tenco. «Sentiva che si doveva far qualcosa – scrive Romieri -, non lasciare che quella morte, che in molti si erano premurati a ridicolizzare e a banalizzare, scivolasse nell’oblio del tempo, così come avevano fatto con quel corpo portato via in tutta fretta perché lo spettacolo doveva continuare. Scrive alla madre di Luigi, Teresa, con cui manterrà un bella amicizia per metterla a conoscenza del progetto di istituire il Club, senza mitizzazioni e senza fanatismi, per mantenerne vivo il ricordo esaltando nel mondo della canzone quegli ideali di poesia, onestà e dignità umana a cui Luigi ha voluto esser sempre fedele …. Su quel Club riesce a convogliare molte persone, soprattutto giovani, con la loro rabbia, i loro sogni, la loro creatività. Ornella diventa il loro (nostro) punto di riferimento». Il Club cura varie iniziative: nel ’67 esce In ricordo di Luigi Tenco, che raccoglie molte poesie scritte in sua memoria, nel ’68 vengono pubblicate le pagine Caleidoscopio, tra il ’69 e il ’74 otto numeri unici, ora ristampati. Di quegli anni sono anche la costruzione di case per i lebbrosi nel Ciad dedicate a Luigi e l’assegnazione del premio allo studio a Vincenzo Rizzitiello, per stampare il libro Un maestro in Lucania sulla propria esperienza in una povera pluriclasse della Basilicata. É del 2000, invece, il volumetto di Ornella : A tutti quei giovani che nel ’67 – Piccola storia del Club Luigi Tenco di Venezia.. In questi ultimi anni il Club ha organizzato alcuni concerti: l’ultimo, Omaggio a Luigi Tenco nei settant’anni della sua nascita, tenutosi il 28 settembre a Palazzo Ducale. «A questo appuntamento Ornella purtroppo non è venuta: ci ha lasciato proprio pochi giorni prima».

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Omaggio del club Luigi Tenco a Ornella, fondatrice appassionta

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Un mese fa moriva, all’età di 86 anni, Ornella Benedetti, lidense d’adozione, fondatrice del Club Luigi Tenco. E proprio gli amici del club la ricordano ora con una lettera aperta, a firma di Cristina Romieri. Uno «spirito libero e un po’ ribelle», quello di Ornella che era stata toccata profondamente dalla tragedia di Luigi Tenco. «Sentiva che si doveva far qualcosa – scrive Romieri -, non lasciare che quella morte, che in molti si erano premurati a ridicolizzare e a banalizzare, scivolasse nell’oblio del tempo, così come avevano fatto con quel corpo portato via in tutta fretta perché lo spettacolo doveva continuare. Scrive alla madre di Luigi, Teresa, con cui manterrà un bella amicizia per metterla a conoscenza del progetto di istituire il Club, senza mitizzazioni e senza fanatismi, per mantenerne vivo il ricordo esaltando nel mondo della canzone quegli ideali di poesia, onestà e dignità umana a cui Luigi ha voluto esser sempre fedele …. Su quel Club riesce a convogliare molte persone, soprattutto giovani, con la loro rabbia, i loro sogni, la loro creatività. Ornella diventa il loro (nostro) punto di riferimento». Il Club cura varie iniziative: nel ’67 esce In ricordo di Luigi Tenco, che raccoglie molte poesie scritte in sua memoria, nel ’68 vengono pubblicate le pagine Caleidoscopio, tra il ’69 e il ’74 otto numeri unici, ora ristampati. Di quegli anni sono anche la costruzione di case per i lebbrosi nel Ciad dedicate a Luigi e l’assegnazione del premio allo studio a Vincenzo Rizzitiello, per stampare il libro Un maestro in Lucania sulla propria esperienza in una povera pluriclasse della Basilicata. É del 2000, invece, il volumetto di Ornella : A tutti quei giovani che nel ’67 – Piccola storia del Club Luigi Tenco di Venezia.. In questi ultimi anni il Club ha organizzato alcuni concerti: l’ultimo, Omaggio a Luigi Tenco nei settant’anni della sua nascita, tenutosi il 28 settembre a Palazzo Ducale. «A questo appuntamento Ornella purtroppo non è venuta: ci ha lasciato proprio pochi giorni prima».

La verde isola compie 10 anni

La verde isola compie 10 anni.

Era ottobre ed era l’anno 1998 quando, avendo in mente qualcosa, mi decisi a muovere i primi passi nel mondo di internet, con una idea precisa: tenere viva la memoria di Luigi Tenco.
Da qualche mese (luglio 1998) mi ero comprato un computer per perseguire il mio scopo e subito mi ero messo a fare ricerche, sperando di incontrare qualcosa o qualcuno che mi aiutasse nell’intento.
Di Luigi Tenco, però, non ricevetti alcuna notizia diretta. Qualcosa mi veniva restituito, solamente, facendo ricerche mirate su Dalida, quella che era stata la sua patner al Festival di Sanremo del 1967, dove aveva cantato la sua ultima canzone.
Ci fu comunque una persona che rispose ad un mio appello. Anche lei stava facendo, come me, ricerche nel web su Luigi Tenco ed anche lei era alquanto delusa di non trovare risposta alcuna.
Questa bella persona avrebbe voluto farsi chiamare “alba” nella realtà virtuale che stava vivendo, ma essendo questo pseudonimo già acquisito da altri, optò per una parola alternativa e scelse di chiamarsi “tramonto”.
Quando “tramonto” rispose al mio messaggio, correva dunque l’anno 1998 ed era, per gli amanti della statistica, il 9 di ottobre.
E’ stata questa la mia prima amicizia virtuale. Qualcuno con cui potevo iniziare a costruire un’isola fatta di soli amici, seguendo l’indicazione di una canzone che Luigi Tenco aveva inciso ma mai fatto pubblicare, quando era in vita.
Presto la mia conversazione con “tramonto” si indirizzò su di un brano che, per lei era in assoluto quello che preferiva e che, per me era in sintonia con il nome da lei scelto.
Parlammo a lungo di “Quasi sera” e fu, infatti, con questo brano che la nostra amicizia iniziò a cimentarsi nel nome di Luigi. A quel tempo, le linee di connessione ad internet erano piuttosto lente e le difficoltà di esplorare un mondo sconosciuto erano notevoli, ma la nostra comune determinazione ci dette la forza di muovere i primi passi.
Nacque così uno spazio che volli chiamare “la mia pagina su Luigi Tenco”, con Francesca (questo era il vero nome di “tramonto”), unico visitatore.
Nacque così l’idea di raccogliere attorno al tema dell’isola ogni amicizia virtuale che potesse essere onesta, sincera e finalizzata allo scopo che mi ero prefissato.
Con Francesca ho fatto le prime prove di trasmissione di brani di Luigi attraverso la rete. Ricordo che la interrogai sugli autori di “Notturno senza luna”, rimettendole fra mille difficoltà, il piccolo brano e che discutemmo della traduzione di “Blowing in the wind”. Lei aveva tradotto molte canzoni di Bob Dylan e mi precisò che, il riferimento che c’era nel libro di Fegatelli (considerato il biografo di Tenco) ad una canzone di Bob Dylan, era del tutto infondato.
Iniziavo dunque anche a capire che, per rendere pubbliche certe cose, occorreva camminare con i piedi di piombo.
E con i piedi di piombo ho camminato, per dieci anni ancora. Ho costruito altri spazi, incoraggiato iniziative lodevoli, partecipato a convegni, collezionato Tenco scoprendo un interesse, simile al mio, ma inaspettato, anche in parti del mondo molto lontane.
Ora non so più quel che sarà domani. Forse questo è il tempo dei bilanci. Ma di una cosa sono certo: domani, qualcosa cambierà.

La verde isola compie 10 anni

La verde isola compie 10 anni.

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