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qui si parla di…. Luigi Tenco

La vera storia della JELLY ROLL BOYS JAZZ BAND

La vera storia della JELLY ROLL BOYS JAZZ BAND
Fu Willy a "scovare" il titolo di "Jelly Roll Boys Jazz Band" per il complesso dove anche Luigi mosse i suoi primi passi.
Willy Williams (Memmo per gli amici) suonava il piano, lo stesso strumento del pianista di ragtime Jelly Roll Morton verso il quale nutriva una accorata passione.
Luigi suonava un vecchio clarinetto che continuava a smontare e rimontare e dal quale uscivano improvvisi suoni striduli.
Alfredo riusciva a malapena a comporre qualche accordo sulla chitarra e altrettanto faceva Bruno con il banjo mentre Danilo si era costruito una batteria utilizzando due seggiole.
Willy si affannava ad adattare al suono generale i pochi accordi che conosceva.
Nacque così la storia della Jelly Roll Boys Jazz Band, quella cioè di un gruppo di ragazzi liceali che, nel 1951, scoprirono di avere, tutti, la stessa passione: il jazz.
Ci misero parecchio tempo prima di ottenere qualche risultato sotto la guida di Luigi che dimostrò genialità nell’improvvisare e coordinare tutto il gruppo.
Qualche tempo dopo si aggregò anche Pergolo, uno che si arrangiava a suonare il contrabbasso. E poi c’era Fossati.
Questa felice stagione ebbe il suo culmine nel 1953. Ma il 22 settembre, al rientro dopo le vacanze, rimasero solo Luigi, Bruno, Danilo e Alfredo.
E pochi giorni dopo, il 28 settembre, il gruppo si sciolse.
Alfredo nel 1954 partì per il Canada con la madre per raggiungere una sorella. Memmo (il più grande della compagnia) dopo la maturità si iscrisse a Medicina e si trasferì a Torino.
Luigi, Danilo e Bruno sempre più si legarono ai fratelli Reverberi che abitavano in Via Casaregis, a pochi passi di distanza da dove si era sviluppata l’avventura di quella giovane band.
Fossati, probabilmente, realizzò il suo desiderio di fare rotta verso Pizzighettone.
 

A me, che questa storia ho raccontato, non resta che ringraziare pubblicamente Memmo per le notizie fornite e…Bruno e Luigi per la testimonianza che hanno lasciato in un diario di quasi 60 anni fa.

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