il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivi per il mese di “gennaio, 2012”

Uno spettacolo per ricordare Tenco

 

Cinisi. Uno spettacolo per ricordare Luigi Tenco

 

La manifestazione è stata organizzata da “Casa memoria Peppino e Felicia Impastato”

 

Uno spettacolo che rimane nella testa e nel cuore dello spettatore. La chitarra e la voce di Nino Racco hanno animato “Ciao amore, ciao”, uno straordinario omaggio a Luigi Tenco, l’indimenticabile cantautore morto suicida durante il Festival di Sanremo del 1967. Autore e interprete, Nino Racco ha saputo intercettare l’anima di Tenco e trasferirla in uno spettacolo che emoziona dall’inizio alla fine. La voce narrante rivela il travaglio dell’artista, i dialoghi, l’ansia di svecchiare la canzone italiana, la voglia di scrivere e cantare in maniera nuova. I suoi sogni però si scontrano con l’incomprensione, la grettezza mentale del tempo. Tenco scrive il testo e la musica di “Ciao amore ciao” e la porta al Festival di Sanremo. Il Festival però boccia la sua canzone. Tenco, dotato di grande sensibilità, non regge alla delusione e all’incomprensione. Si chiude nella camera d’albergo dove alloggia e si spara un colpo di pistola alla tempia. Lo spettacolo sottolinea la grandezza e l’attualità Tenco, un precursore che negli anni ’60 non fu capito, uno che ha lasciato un segno nel panorama della musica italiana.

 

( 28 gennaio 2012 )

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il GIORNO della mia MEMORIA

45 anni dopo… non sono più sicuro!

45 anni non sono pochi e dopo così tanto tempo, anche la mia memoria comincia a vacillare.
Ho sostenuto e ripetuto sovente di ricordare, alcuni particolari della sera del 26 gennaio 1967.
Dalle mie deduzioni ho sempre pensato di aver visto in Tv, nella serata dedicata al Festival di Sanremo, l’esibizione di un cantante che associavo a Luigi Tenco prima e poi quella di Dalida.
Ma le molteplici ipotesi contrarie di personaggi che vantano buon credito nel panorama artistico, quali ad esempio il Maestro Gianpiero Reverberi, Renzo Arbore e adesso perfino il figlio del regista Piacentini, a 45 anni di distanza mi inducono a fare una più accurata riflessione.
La sensazione che ricavai, ascoltando il motivo presentato da Dalida fu quella di aver sentito un brano dal facile ritornello commerciale. Uno di quei motivi che venivano fatti su misura proprio per incrementare le vendite.
Questa sensazione mi ha sempre portato a pensare che il cantante che prima avevo ascoltato (in un ambiente diverso) fosse proprio quel Luigi Tenco di cui poco per non dire nulla conoscevo prima.
Per anni dunque ho coltivato il pensiero di aver inconsapevolmente assistito alla performance di quello che sarebbe poi diventato il mio artista preferito nel mondo dell’arte in genere.
Oggi, a 45 anni di distanza da quella sera e volendo celebrare, anche io, il GIORNO DELLA MIA MEMORIA….non sono più sicuro!

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