il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

io, Giorgio Calabrese, lo ricordo così….

Ne ricordo un’altra scritta quasi per gioco per Luigi con Gianfranco Reverberi. Non occupatemi il telefono, ma che poi hanno cantato altri (Paoli, Endrigo) con un altro testo. La storia è questa: a Luigi piaceva una ragazza che si chiamava Barbara, era un’ entraineuse. Aveva orari strani, rientrava verso le quattro e chiamava Luigi al centralino della pensione dove vivevamo. E così noi abbiamo scritto Non occupatemi il telefono. Era una specie di sfottò per questo suo amorazzo, diceva: “tutti dicono che Barbara/ è la donna a cui non devo pensare”. Ma Luigi quando gliela proponemmo disse: “Belin, ragazzi, non potete farmi cantare questa cosa!”. Ci mandò affanculo, e poi ci abbiamo riso sopra.  (Giorgio Calabrese, paroliere) rif. IL MIO POSTO NEL MONDO Edizione BUR

Ed allora eccone un accenno fattomi dallo stesso autore:

 

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