il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Bruno Lauzi diceva….

Bruno Lauzi sosteneva che quando uno non ha niente da fare scrive un libro su Luigi Tenco

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2 pensieri su “Bruno Lauzi diceva….

  1. mariadaprile in ha detto:

    Posso chiederti quale ti è piaciuto di meno? Io ho quasi finito di leggere quello di Aldo Colonna,mi mancano pochissime pagine. Quello di Piacentini contiene anche foto?

    • Senza dubbio “Forse non sarà domani” è di pessima qualità però devo anche ammettere che il libro si compone di due parti di cui la prima ad opera di Campanella che tenta di fare analisi su alcune canzoni di Luigi (a suo dire anche fra le meno conosciute) e lascia molto a desiderare. Si intuisce una scarsissima conoscenza della produzione di Tenco e le analisi rasentano, talvolta, il ridicolo. La seconda parte invece, curata da uno psichiatra di nome Palmieri, affronta le tematiche che si legano alla personalità di Luigi e devo ammettere che lo fa con garbo e competenza, mostrando di conoscere anche molti particolari della vita di Tenco. Con questa seconda parte mi è sembrato di aver letto il parere di un “professionista” mentre nella prima parte ho colto solo un interesse spregevolmente commerciale. Ad un amico ho consigliato di comprare il libro pagandolo però la metà e di stracciare direttamente tutta la prima parte.
      Per quanto riguarda quello di Piacentini sono rimasto deluso perché è riuscito ad aggiungere alle cose che già conoscevo solamente due o tre particolari e forse il mio giudizio è influenzato dalla delusione. Mi aspettavo un libro sulla vita di Luigi dato che mi era parso di capire che la famiglia Tenco (di cui è portavoce) non era molto propensa a celebrare i 50 anni dalla morte del loro familiare ed invece mi sono ritrovato, fra le mani, un libro che dedica alla vita di Luigi meno di un terzo delle pagine complessive includendovi anche alcuni svarioni per me evidenti. L’unica cosa positiva è che mi è sembrata una scrittura fluida (si legge facilmente) ma per dirla con Tenco è decisamente “decadente”, cioè torna sempre sui soliti temi ed anche in questo caso ho avuto netta l’impressione di essere in presenza di una speculazione commerciale. Quello di Fegatelli-Colonna l’ho letto solo negli aspetti di novità che presentava rispetto ai precedenti e ritengo che assieme allo psichiatra di cui ti ho in precedenza parlato, anche qui siamo in presenza ad un autore che sa quello che dice ma lo fa con il gusto dello “scoop giornalistico” e questo mi ha infastidito parecchio per cui ho sentito il dovere di precisare il mio punto di vista, ad esempio, sulla provenienza del ritornello di “Ciao amore, ciao” pubblicando una mia piccola cosa nel mio profilo facebook. Peraltro nel libro l’autore contraddice un assunto che era stato dichiarato nella edizione precedente circa il padre di Luigi e questo non gli reca certo onore “ai miei occhi”. Spero di aver risposto con queste mie brevi considerazioni alla tua sete tenchiana.
      Massimo

      p.s. Sì, quello di Piacentini contiene una foto, piccola, in ultima pagina della sovracopertina ma non è di Luigi bensì dell’autore del libro….(e questo la dice tutta).

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