il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivio per la categoria “luigi tenco”

Pasquetta…da Tenco con la bicicletta!

Un amico un giorno mi disse: “se vai da Tenco con la bicicletta, quando per Luigi saranno passati 80 anni dalla sua nascita, ti prometto che vengo anche io”.

Ed io che, “per le strade di Tenco”, non perdo mai la speranza di incontrare amici vecchi e nuovi sono certo che,  questo post non sarà speso invano.

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La vera storia della JELLY ROLL BOYS JAZZ BAND

La vera storia della JELLY ROLL BOYS JAZZ BAND
Fu Willy a "scovare" il titolo di "Jelly Roll Boys Jazz Band" per il complesso dove anche Luigi mosse i suoi primi passi.
Willy Williams (Memmo per gli amici) suonava il piano, lo stesso strumento del pianista di ragtime Jelly Roll Morton verso il quale nutriva una accorata passione.
Luigi suonava un vecchio clarinetto che continuava a smontare e rimontare e dal quale uscivano improvvisi suoni striduli.
Alfredo riusciva a malapena a comporre qualche accordo sulla chitarra e altrettanto faceva Bruno con il banjo mentre Danilo si era costruito una batteria utilizzando due seggiole.
Willy si affannava ad adattare al suono generale i pochi accordi che conosceva.
Nacque così la storia della Jelly Roll Boys Jazz Band, quella cioè di un gruppo di ragazzi liceali che, nel 1951, scoprirono di avere, tutti, la stessa passione: il jazz.
Ci misero parecchio tempo prima di ottenere qualche risultato sotto la guida di Luigi che dimostrò genialità nell’improvvisare e coordinare tutto il gruppo.
Qualche tempo dopo si aggregò anche Pergolo, uno che si arrangiava a suonare il contrabbasso. E poi c’era Fossati.
Questa felice stagione ebbe il suo culmine nel 1953. Ma il 22 settembre, al rientro dopo le vacanze, rimasero solo Luigi, Bruno, Danilo e Alfredo.
E pochi giorni dopo, il 28 settembre, il gruppo si sciolse.
Alfredo nel 1954 partì per il Canada con la madre per raggiungere una sorella. Memmo (il più grande della compagnia) dopo la maturità si iscrisse a Medicina e si trasferì a Torino.
Luigi, Danilo e Bruno sempre più si legarono ai fratelli Reverberi che abitavano in Via Casaregis, a pochi passi di distanza da dove si era sviluppata l’avventura di quella giovane band.
Fossati, probabilmente, realizzò il suo desiderio di fare rotta verso Pizzighettone.
 

A me, che questa storia ho raccontato, non resta che ringraziare pubblicamente Memmo per le notizie fornite e…Bruno e Luigi per la testimonianza che hanno lasciato in un diario di quasi 60 anni fa.

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il compleanno della Fatina

fatinaSquilli di trombe, rulli di tamburi, cippettii di merli. Oggi è festa grande nel mio Regno.
Il 16 giugno di un anno fa nasceva infatti la fatina del Regno ed oggi c’è gran Festa per celebrare il suo primo compleanno.
I Cavalieri son tornati – canta Luigi.

ialaAnzi, no….Canta, canta, canta….
"ialalala ialalala ialalala ialalala la ialalala ialalala ialalala la"

E’ giunta perfino una lettera dal cielo.
letteraSe non fosse perché oggi è giornata di scadenza anche per l’ICI, tutto sarebbe perfetto.

N.B.: Sui Castelli continua il balzello dell’ICI e nel mio Regno un Castello c’è; anche se forse, a guardar bene, sembra più un albero.albero

Il posto nel mondo di….Gulliveriana

Ogni canzone di Luigi Tenco ha per me un significato particolare, ogni canzone una perla lucente legata a un ricordo o un’emozione. Notturno senza luna è così una senzazione dolceamara, ricamata con delicatezza e introspezione sull’anima di chi l’ha cantata e allo stesso tempo di chi l’ascolta ancora. Una metafora antica, semplice, ma efficace, una voce che sembra parlare da una radio polverosa di tanto tempo fa di amore e romanticismo in modo inusuale, puro e sincero. Nessuno oggi canta l’amore come lo cantava lui allora, sottolineando ogni parola come se ne valesse la sua vita. Forse per questo ascolto ancora oggi questa canzone come se fosse sempre la prima volta, stupendomi del piacere della scoperta che continua ogni giorno.

"Gulliveriana", pittrice

curatrice del blog: notturnosenzaluna.splinder.com

tratto da "Il mio posto nel mondo" pag.371

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