il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

Archivio per la categoria “Argomenti vari”

LUIGI TENCO ….e le idee di “tanto Tenco fa”

Ancora un brano di Luigi, di quelli che per anni sono
rimasti sotto la polvere ma che, se riproposti, suonano più
attuali che mai.
Questa volta a curarne l’esecuzione è un cantautore
siciliano che qualcuno potrebbe ritenere un “esule”. Si
tratta di Pippo Pollina più noto in Svizzera e Germania che
non da noi, qui, in Italia.
Pippo ha un debole per Luigi e già negli anni ottanta dedicò
un suo brano (ormai dimenticato) ed un intero spettacolo
al compositore piemontese. Oggi, dopo essersi cimentato
anche con l’esperienza cinematografica, ha incluso nel suo
ultimo CD dal titolo Bar Casablanca, “La ballata della
moda”, riproponendo dunque le idee di un Tenco di “tanto
Tenco fa”!
Ne consiglio l’ascolto…e l’acquisto presso i migliori negozi
di musica o le librerie Feltrinelli, Ricordi etc.

Riferimenti: Ten….quiz

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E se ci diranno…. LUIGI TENCO


Se ritorneranno
a parlare ancora
di un grande impero
come quello d’allora.
Noi che ormai sappiamo bene come è andata
quanta gente con l’impero non è più tornata
noi risponderemo…..
E se ci diranno
che la gente incivile
può essere instradata
solo col fucile
noi che già li conosciamo questi apostoli armati
di cui sempre nella storia ci siamo vergognati
noi risponderemo….
Riferimenti: E se ci diranno …. LUIGI TENCO

Una intera pagina per ricordare LUIGI TENCO dopo 38 anni

Per ricordare il 38esimo anniversario della morte di Luigi, il quotidiano “La Repubblica” ha ieri dedicato una intera pagina al compositore piemontese, indicando, attraverso l’analisi di 38 diversi punti, anche i vari momenti storici che hanno accompagnato la carriera di Luigi. L’articolo è firmato da Gianni Mura, che già, parecchi anni fa, fu autore dell’articolo “Tenco: la rivoluzione in anticipo”.

Le parole di Luigi Tenco…a favore del CESVI

Due iniziative commerciali, uscite quasi contemporaneamente ed i cui proventi saranno devoluti al CESVI, si avvalgono anche delle parole di Luigi Tenco.
Sono state rielaborate infatti, da artisti diversi, le canzoni “Ragazzo mio” e “Ciao amore, ciao” e i nuovi brani sono stati inseriti a coronamento di due diversi CD, uno in vendita nelle edicole con il numero 50 del settimanale Anna, nei giorni di metà dicembre 2004 e l’altro nella catena dei negozi che fanno capo a Mediamarket (www.mediaworld.it).

E’ un po’ come dire: “due bei regali da mettere sotto l’albero di Natale”.
Riferimenti: Luigi Tenco…a favore dell’AFRICA

TENCO in SAX – Un giorno dopo l’altro


Prefazione al CD di Robero Ceruti

“Un giorno dopo l’altro” è il titolo di questa raffinata serie di trascrizioni di Beppe Castellani e Giorgio Signoretti. Un percorso pieno di emozioni e di esperienze, espresse attraverso alcune delle più belle composizioni di Luigi Tenco sulla strada del jazz. E’ un po’ una riscrittura in chiave originaria delle idee che il cantautore piemontese avrebbe in seguito elaborato per il mercato della musica leggera. All’inizio, infatti, – eravamo nel 1953 – Tenco e Lauzi suonavano assieme nella “Jelly Roll Boys Jazz Band” e sognavano a tempo di swing un improbabile sbarco a New York. Le loro radici affondavano senza alcun dubbio nel nuovo stile, nato verso la metà degli anni ’20 e durato fino al ’40, che traeva origine dalla musica suonata a New Orleans e Chicago, arricchendosi e contaminandosi con i movimenti artistici della più moderna New York, dove avvenne la seconda grande migrazione dei musicisti neri. Riscoprire oggi le melodie di “Vedrai vedrai”, “Mi sono innamorato di te”, o “Un giorno dopo l’altro”, ci fa comprendere due sostanziali passaggi: il primo è la consapevolezza che ormai esse facciano parte della nostra cultura musicale, trasformandosi da canzonette in una sorta di classici immortali; il secondo punto su cui riflettere è il fatto che, malgrado i testi di tutta la scuola genovese vengano comunemente considerati fondamentali nell’economia del pezzo, qui si scopre che la poetica delle parole conserva intatta la sua grandezza, pur se sostituita dalla poesia dell’esecuzione strumentale. La liricità e la dinamica dei due solisti sono talmente evidenti ed espressive, da mettere a nudo gli stati d’animo di ogni singola battuta. Il suono crudo del sax tenore di Castellani non lascia spazio a falsi abbellimenti gigioneschi. Il suo soffiato è un ansimare di sofferenza e di piacere al tempo stesso, ma si cala nella beatitudine generale di cui questo disco è intriso. Il “cigno” Signoretti ha nelle dita una innata sapienza, che trasmette alle sei corde in simbiosi perfetta con i suoi stati d’animo. E’ facile leggere tra le righe la gioia e l’oscura guerra interiore, che caratterizzavano la personalità di Luigi Tenco. La scelta di utilizzare due soli strumenti è riuscita a dilatare gli spazi d’espressione, che sarebbero stati compressi e banalizzati da una sezione ritmica tradizionale. Questo magnifico lavoro non fa che confermare quanto entusiasticamente espresso sui lavori precedenti di Beppe Castellani, aggiungendo alla sua discografia un nuovo prezioso monile da esibire con orgoglio.
Roberto Ceruti
Riferimenti: alle origini di TENCO c’era il Jazz

e TENCO torna in libreria….


e TENCO torna in libreria….

Un giorno dopo l’altro, diceva Luigi Tenco, e tutto è come prima;
ma questa volta noi risponderemo NO, NO, NO !

Vedrai che un bel giorno cambierà…. segnalo che a partire dal 19/10 p.v. in tutte le librerie e perfino (spero) nei centri commerciali, sarà disponibile un nuovo libro su Luigi Tenco, apprezzato anche dalla famiglia del compositore piemontese, che continua a vivere nel ricordo delle persone che lo hanno conosciuto e rinasce, un giorno dopo l’altro, nella stima e nella gratitudine delle nuove generazioni.
Per questo impegno un ringraziamento dovuto va agli autori dei quali segnalo brevemente alcuni tratti prelevati dalla ?rete?.

I due autori si sono ampiamente occupati del rapporto tra musica e storia, pur seguendo percorsi diversi: Gioachino Lanotte, insegnante di italiano e storia, ha collaborato come chitarrista alla realizzazione di dischi di cantautori importanti come Lucio Dalla, Bruno Lauzi e Marco Ferradini; come autore ha realizzato per la RCA il disco intitolato Due Vele, e si è recentemente aggiudicato il Premio un’avventura dedicato a Lucio Battisti; da diverso tempo, inoltre, si occupa della canzone come fonte per la ricerca storica soprattutto in chiave didattica. Marco Peroni è stato coautore per Radio Tre – insieme allo storico Giovanni De Luna – del ciclo di puntate intitolato Canto e disincanto nell’Italia del miracolo economico, e ha pubblicato il libro intitolato Il nostro concerto. La storia contemporanea fra musica leggera e canzone popolare, edito da La Nuova , Italia.


Riferimenti: IL MIO REGNO

LUIGI TENCO ….in libreria

Luigi Tenco ….in libreria

Per chi non lo sapesse segnalo:
PALAZZO MILLO – Portoanticolibri – GENOVA
in un reparto di una bella libreria ci sono le cose che riguardano Luigi Tenco (stampati, disegni…il libretto della Giorgina e quanto altro possa incontrare l’interesse di chi intende avvicinarsi al nostro compositore)…ed a breve è previsto l’arrivo di un un nuovo volumetto dal titolo: Luigi Tenco “un miracolo breve”…vorrei solo aggiungere però: “che dura nel tempo”!
Riferimenti: il mio regno

L’ISOLA di Luigi Tenco ha fatto 13!


L’ISOLA di LUIGI TENCO ha fatto 13!

Sono appena tornato dalla tredicesima edizione dell’ISOLA IN COLLINA, la Manifestazione che ogni anno, il paese di RICALDONE dedica al suo più noto concittadino: LUIGI TENCO.
13 dicono che sia un numero fortunato. Io non credo alla cabala, ma la tredicesima edizione è iniziata davvero bene.
Al dibattito del pomeriggio, incentrato sul ricambio generazionale del cantautorato italiano, sono intervenuti artisti di valore, amici di vecchia data di Luigi e critici inaspettati.
Solo il tempo l’ha fatta da tiranno, per cui dopo il ristoro, (sempre ben servito e nel quale si coglie ogni anno il rinnovo della sinergia fra il paese dei contadini e gli amanti della musica tenchiana) il programma è proseguito con lo spettacolo “L’aria triste che tu amavi tanto”.
La bella e ricca rappresentazione canora è stata intervallata da spazi dedicati alla recita di testi fra i quali ho potuto apprezzare anche una toccante ed inedita “poesia” di Tenco.
Il finale poi, come spesso accade, ha coinvolto il pubblico presente ad essere protagonista, e dal piccolo teatro di Ricaldone, nonostante l’ora tarda, un coro inedito ha fatto riecheggiare nella sua valle, le parole della sua ultima canzone: CIAO AMORE CIAO……con queste premesse LUIGI TENCO vive ancora e nella sua ISOLA avrà spazio per continuare a vivere chissà per quanto tempo.

Riferimenti: IL MIO REGNO

E se io parlassi di Luigi Tenco ?

E se io parlassi di Luigi Tenco?

A parlare di Luigi Tenco si fa sempre molta fatica, perché il rischio di ripetersi è molto alto.
Tutto o quasi tutto è stato detto sul come ci ha lasciato.
Pochi sanno, però, chi era Luigi Tenco “prima”!
Per capire Tenco, di solito ci rifacciamo alla sua biografia più nota, scritta per tre volte, in un crescendo di interesse, dalla abile penna dello scrittore-giornalista Aldo Fegatelli oppure all’altra interessante monografia curata, con la partecipazione anche della “famiglia”, da Renzo Parodi, a trenta anni di distanza dalla morte di Luigi.
A me ha interessato, invece, approfondirne la conoscenza attraverso piccole e forse marginali note, prese un po’ in qua e un po’ in là, ma tutte documentabili.
E così, sistemandole un po’, come si conviene a chi sistema scrupolosamente (non è il mio caso) il batter del tempo, posso affermare che Luigi Tenco nacque a Cassine in provincia di Alessandria, in una via intestata ad un famoso personaggio. E da quel borgo piemontese emigrò subito per Genova, che lui stesso considerava la sua città adottiva; solo qualche tempo dopo fece ritorno a Ricaldone, un paese che confinava e confina ancora con il suo borgo natio.
Luigi, così come la madre ed il fratello, furono ospiti di alcuni parenti che producevano vino e che, oltre alla terra coltivata a vigneto, possedevano anche le cantine adatte allo scopo.
Oggi di quelle cantine è rimasto solo il ricordo di quanti affermano che si affacciavano proprio sulla piazzetta ora intestata a Luigi Tenco.
L’infanzia di Luigi trascorse serena, lontano dal chiasso della guerra, ma per quanto strano possa sembrare, al piccolo Tenco piaceva soprattutto, a quel tempo, giocare a fare il soldato.
Credo che le sue spiccate doti di intelligenza e la sua incredibile sensibilità, lo portassero a captare anche fatti e rumori provenienti da luoghi remoti, dove la guerra c’era davvero!
Finito il tempo dei “giochi bambini”, come li definisce lui in una sua composizione,(praticamente dopo le elementari) Tenco fece ritorno nella adottiva Genova e qui visse per circa tre anni, ancora ospite, presso una insegnante che si occupava di raccogliere bambini ai quali impartire ripetizioni.
Il prolungato soggiorno presso questa signora fu causato, principalmente, dal fatto che la madre ed il fratello (già grandicello) dovevano mandare avanti una attività commerciale sempre legata alle origini vignaiole della famiglia.
E’ facile capire, dunque, come a questo punto il giovane Luigi aspirasse a trovare un suo “posto nel mondo”.
A Genova Tenco dette sfogo alla sua innata passione per la musica e, procuratosi un clarino da banda, si avvicinò ai ritmi d’oltreoceano, fino a far parte di alcune piccole formazioni musicali fra le quali spiccò la ripetuta esperienza nella Jelly Roll Morton Boys Jazz Band, dove, in un secondo momento, fu eletto anche a ruolo di dirigente. Da notare che in questa formazione suonava anche il suo amico e compagno di scuola Bruno Lauzi.
Da “jazzista arrabbiato”, così si autodefiniva, suonò però, prevalentemente il Sax, uno strumento che lo accompagnerà fino alle sue ultime performances.
E da come suonava il Sax, gli amici avvertivano se, in quel momento era di cattivo o di buon umore.
Molto schivo e pignolo, accordava con estrema precisione il suo strumento che, si racconta, una volta arrivò perfino a smontare nelle sue parti più minime.
Luigi Tenco, che non aveva conosciuto il padre, manifestava molte attenzioni verso la mamma, definita in un suo tema infantile dai “capelli color castagno”, e forse influenzato dalla devozione che questa donna aveva per la religione, ad un certo punto pare che fosse determinato a prendere i voti e a farsi prete.
Sempre animato da un grande senso della giustizia non risparmiò, però, neanche la Chiesa con le proprie motivate invettive. E fu infatti a causa di una sua, per l’epoca, rivoluzionaria ballata, che chiamava in causa la Maestra, il Curato ed il Sindaco, che si vide sbattere in faccia le porte della censura.
Nel 1960, un suo brano entrò a far parte della colonna sonora di un celebre film francese e l’hobby per la musica, lasciò il posto alla opportunità di farne una professione dove trovare l’occasione per affermare le proprie idee.
Nasce qui il Tenco cantautore che tutti conoscono….io ho voluto solo, con queste poche righe, delinearne gli aspetti iniziali, quelli per i quali spero di non essermi troppo “ripetuto”.

Riferimenti: IL MIO REGNO

Con Luigi TENCO l’emozione è sempre una….Pasqua!

Ricevo e pubblico il testo di una email inviatami da RICKY:

“Durante le festività pasquali, con il sole e con il vento, mi sono recato,
davanti al mare che pareva tranquillo, senza il chiasso della gente, ad ascoltare alcune canzoni di Luigi Tenco:

-Ho capito che ti amo
– Come le altre
– I miei giorni perduti

ed altre ancora. Mi sembrava di sentire la sua voce cantare nel vento.
La sera prima di Pasqua, dopo la cena, in una serata musicale da pianobar,
ho chiesto di eseguire “Vedrai, vedrai”.
Due coppie hanno ballato sulle note della canzone e mentre io ascoltavo
le parole, si rinnovava in me ancora una grande emozione. Anche se ne conosco il testo a memoria….
i veri artisti sono così…
dànno sempre nuovi brividi sulla pelle!”

Riferimenti: RICKY IN…..RETE

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