il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

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ReVox …e Luigi diventa Pino

Mi è capitato, nel corso degli anni, di aver sostenuto che ho visto Tenco cantare in TV al Festival di Sanremo del 1967 e non mi sono mai reso conto che l’immagine impressa nella mia memoria era invece relativa ad un diverso cantante.
L’immagine che associavo a Luigi Tenco era quella di un cantante che aveva sbagliato l’attacco iniziale e si mostrava perplesso ed impacciato. Oggi scopro, grazie alle registrazioni dell’epoca, che il cantante perplesso ed impacciato altri non era che Pino Donaggio che cantò, in quello stesso festival il brano “Io per amore” e che la sua perplessità ed incertezza non era affatto dovuta ad un suo errore.
revoxtencopinoPoco male perché questo “amarcord” mi ha riportato a rivivere il momento. che ho ben impresso nella memoria, in cui cantò Dalidà (la mia preferita). Di lei ricordo che ritenni il brano che aveva cantato un motivetto orecchiabile per via del ritornello che ripeteva continuamente le parole “ciao amore” e che ho sempre ritenuto di aver ascoltato anche da un altro cantante.
E così deve essere proprio andata. Ho sempre sostenuto che oltre a Dalidà, qualche altro cantante, sul finire della trasmissione televisiva lo avevo distrattamente seguito. Le lancette dell’orologio indicavano già che stava nascendo un nuovo giorno ed io avevo premura di andare a riposare perché, il giorno seguente, prima di recarmi a scuola dovevo, di buon mattino, andare ad un mio solito appuntamento quotidiano.
A farmi entrare in testa il ritornello di “ciao amore” e lasciarmi l’impressione di aver ascoltato un motivetto “orecchiabile” aveva concorso proprio Luigi Tenco. Uno scherzo della memoria che apprezzo. Oggi, alla certezza di aver visto Tenco cantare in TV quella sera posso anche aggiungere che non era lui quello impacciato e perplesso che talvolta ho anche etichettato come preso dalla timidezza.
E cala, in me, di conseguenza, l’interesse a ricercarne la prestazione in video.

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Pasquetta…da Tenco con la bicicletta!

Un amico un giorno mi disse: “se vai da Tenco con la bicicletta, quando per Luigi saranno passati 80 anni dalla sua nascita, ti prometto che vengo anche io”.

Ed io che, “per le strade di Tenco”, non perdo mai la speranza di incontrare amici vecchi e nuovi sono certo che,  questo post non sarà speso invano.

Luigi Tenco e …. i watussi

 

Appendice al programma RAI “Vedrai che cambierà”

Giovani – i giorni di Sanremo

Vedrai che cambierà – parte finale

Vedrai che cambierà

E’ una storia un po’ tenchiana anche questa

Forse è una storia del tipo "il tempo veloce passò".

Ma quanti anni ha la mia Regina?

Ma quanti anni ha la mia Regina?
Dicono che la Regina
abbia un anno più del Re.

Io però so contare solo fino a tre.

Ma quanti anni ha la mia Fatina?
Dicono che alle fate queste domande non si fanno
Eppure io so che, anche fra la Fata e il Re, ci corre più di un anno.

Ma so contare solo fino a tre.

Un giorno però, quando sarò grande,
quel che voglio dire, le fate e le regine me lo diranno:
  "Metti il vestito della festa soldatino perché è il Suo 4° compleanno!"

16 giugno 2011

il calendario di LUIGI TENCO 2009

il calendario di LUIGI TENCO 2009

calendario2009                                                                              

Omaggio del club Luigi Tenco a Ornella, fondatrice appassionta

obgrande

Un mese fa moriva, all’età di 86 anni, Ornella Benedetti, lidense d’adozione, fondatrice del Club Luigi Tenco. E proprio gli amici del club la ricordano ora con una lettera aperta, a firma di Cristina Romieri. Uno «spirito libero e un po’ ribelle», quello di Ornella che era stata toccata profondamente dalla tragedia di Luigi Tenco. «Sentiva che si doveva far qualcosa – scrive Romieri -, non lasciare che quella morte, che in molti si erano premurati a ridicolizzare e a banalizzare, scivolasse nell’oblio del tempo, così come avevano fatto con quel corpo portato via in tutta fretta perché lo spettacolo doveva continuare. Scrive alla madre di Luigi, Teresa, con cui manterrà un bella amicizia per metterla a conoscenza del progetto di istituire il Club, senza mitizzazioni e senza fanatismi, per mantenerne vivo il ricordo esaltando nel mondo della canzone quegli ideali di poesia, onestà e dignità umana a cui Luigi ha voluto esser sempre fedele …. Su quel Club riesce a convogliare molte persone, soprattutto giovani, con la loro rabbia, i loro sogni, la loro creatività. Ornella diventa il loro (nostro) punto di riferimento». Il Club cura varie iniziative: nel ’67 esce In ricordo di Luigi Tenco, che raccoglie molte poesie scritte in sua memoria, nel ’68 vengono pubblicate le pagine Caleidoscopio, tra il ’69 e il ’74 otto numeri unici, ora ristampati. Di quegli anni sono anche la costruzione di case per i lebbrosi nel Ciad dedicate a Luigi e l’assegnazione del premio allo studio a Vincenzo Rizzitiello, per stampare il libro Un maestro in Lucania sulla propria esperienza in una povera pluriclasse della Basilicata. É del 2000, invece, il volumetto di Ornella : A tutti quei giovani che nel ’67 – Piccola storia del Club Luigi Tenco di Venezia.. In questi ultimi anni il Club ha organizzato alcuni concerti: l’ultimo, Omaggio a Luigi Tenco nei settant’anni della sua nascita, tenutosi il 28 settembre a Palazzo Ducale. «A questo appuntamento Ornella purtroppo non è venuta: ci ha lasciato proprio pochi giorni prima».

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