il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

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Ada Montellanico intervista Reverberi che parla di TENCO


tratta da libro di Ada Montellanico QUASI SERA. UNA STORIA DI TENCO….

intervista a Gianfranco Reverberi

……..(riproduzione parziale)……….

Gianfranco Reverberi è uno degli artisti più rappresentativi della storia della musica italiana passata ed attuale. Grande musicista e compositore, ci ha lasciato brani senza tempo che sono nel cuore di tutti, contribuendo a dare una svolta decisiva alla ricerca mu­sicale negli anni ’60. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo dopo l’uscita del Cd Danza di una ninfa e ho trovato un uomo e un artista straordinario che tuttora man­tiene una coerenza nel comporre e fare musica senza nessun compromesso commerciale ma solo per una pura ricerca di emozione e di bellezza.

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A.M.: Questo accadeva a Milano, ma il tuo punto partenza è stato Genova?

G.R.: lo sono arrivato a Milano per fare il militare, quindi mi sono trovato lì proprio nel momento in cui è “scoppiata” quella musica. Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Ero in divisa e me la toglievo per fare le se­rate, poi in macchina la dovevo indossare di nuovo per tornare in caserma.

A.M.: Qual era il tuo strumento?

G.R.: 11 vibrafono. A Milano in quel periodo suonavo in trio con Giorgio Gaber alla chitarra e Giorgio Buratti al contrabbasso, facevamo jazz. Bu­ratti aveva una cavata stupenda, da solo faceva il bassista, il batterista, il percussionista, faceva tutto, era bravissimo, purtroppo non l’ho più visto. Giorgino suonava la chitarra… e poi ogni tanto si formavano altri gruppi con Bruno De Filippi, alla chitarra anche lui e all’armonica a bocca. Tutti i giovani che erano a Milano suonavano jazz, ma non facevano ancora i professionisti, o cominciavano appena a farlo sul serio. Enzo Jannacci: bravissimo pianista… proprio bravo… Poi avevamo formato anche un gruppo rock and roll, dove c’erano Gaber, Jannacci, Paolino Tomelleri, Nando De Luca, Luigi Tenco, io…

A.M.: Erano i Cavalieri?

G.R.: Sì, i Cavalieri, esatto. Qualcuno pensava che fossi il caporchestra, perché ero il più vecchio, ma non era assolutamente vero. C’è una foto esposta in galleria del Corso a Milano dove ci siamo tutti: Mina, Celentano e tanti altri e il mio nome è Maestro Cavalieri.

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A.M.: Raccontaci il tuo primo incontro con Luigi Tenco.

G.R.: Abitavamo tutti lì. Lui aveva il negozio in via di Rimassa, io vivevo in Corso Torino, che è il proseguimento di una strada divisa solo da una traversa, Via Cecchi, dove c’era il punto di raduno e il cinema Aurora, l’u­nico cinema di Genova che dava tutti i musical. Noi ci incontravamo da ragazzini senza divisioni tra chi faceva musica e chi no. Ci trovavamo in piazzetta, andavamo a vedere questi film. Entravamo con Lauzi, che era bravissimo a parlare inglese (a scuola era il primo della classe). Entravamo al cinema alle due del pomeriggio e uscivamo a mezzanotte. Poi restavamo fino alle 4 del mattino sulla panchina a ricantare tutto il musical. Bruno si ricordava le parole a memoria, noi ricordavamo la musica e rifa­cevamo il musical sulla panchina. Questo succedeva molto spesso.

A.M.: Chi eravate?

G.R.: Lauzi, Ruggero Coppola, quei cinque o sei più appassionati di musica.

A.M.: Tenco c’era?

G.R.: Sì, come no! Lui abitava in Via Nizza mi pare, avevano il negozio di grossista di vini in via Rimassa, e lui era sempre lì con il fratello, con la ma­dre, stava lì e poi ci si trovava al bar Igea o ad un altro bar, c’era il bar de­gli sportivi, dei papponi…

A.M.: Bella questa cosa che stavate fino alle quattro del mattino a ri­cantare tutti i brani… Eravate tutti amanti della musica, avevate lo stes­so talento?

G.R.: Amanti della musica sicuramente, lo stesso talento anche, perché il tempo lo ha dimostrato. Ruggero Coppola ha suonato la batteria con noi, poi però è diventato un grande delle assicurazioni. C’era anche un altro amico, Bruno Martinoli, ingegnere elettronico eccezionale, che suonava la tromba. Quando andavamo in giro a suonare, a noi serviva molto Bruno, era uno dei più bravi, ma lui non voleva venire perché doveva studiare. Da­to che dovevamo pregarlo ogni volta, Ruggero decise di farsi pregare anche lui. Andò un giorno da mio fratello Gianpiero e gli disse che aveva deciso di vendere la batteria. Mio fratello rispose: “Sì, sì fai bene!”. E allora Rug­gero è andato da Luigi chiedendogli la stessa cosa e Luigi ha risposto allo stesso modo. Lo stesso feci io e alla fine l’ha venduta per davvero. Ha capi­to che non era il suo mestiere. Bruno invece era un musicista molto moderno, e un ingegnere elettronico formidabile. Ancora adesso ad ottant’anni, gira per conferenze e convegni. A quei tempi avtebbe suonato bene anche la chitarra, ma la chitarra aveva il manico troppo grande e a lui dava fastidio. Allora si è costruito una chi­tarra a quattro corde, come un ukulele e l’ha chiamata “chitalele”, poi da­to che era di legno scadente, compensato brutto a vedersi, l’ha dipinta di bianco, ha messo un pick up e l’ha rinominata “Chitalelatrinaelettrica”. Chitalele, lo abbiamo detto, latrina perché era bianca come un cesso ed elettrica perché c’era il pick up, quindi… Fra l’altro lui la suonava benissimo e ci risolveva tutti i problemi, perché suonava così tanti strumenti, la tromba, la chitarra e allora per Bruno po­tevamo anche fare preghiere ma per Ruggero, no… mi dispiace per lui.

A.M.: Quindi è nato questo gruppo?

G.R.: Sì, ma era un gruppo che suonava prevalentemente a casa mia. Non avevamo molte serate, ci trovavamo tutti a casa mia, al settimo piano senza ascensore…

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Riferimenti: per acquistare una copia del libro…..

LUIGI TENCO mi ha concesso una intervista….

LUIGI TENCO mi ha concesso una intervista… (tratta dal “LIBRO della FANTASIA” del sito ilmioregno.it)

ilmioregno – finalmente un personaggio interessante…presentati: chi è Luigi Tenco?

Tenco – io sono uno… che parla troppo poco….

ilmioregno – mi pare che canti anche poco ! …non ti si sente molto!

Tenco – beh, …se stasera sono qui…(canta)

ilmioregno – bella questa canzone…quando l’hai composta?

Tenco – ieri

ilmioregno – e quante volte l’hai provata prima di oggi?

Tenco – mai

ilmioregno – complimenti, anche se è solo un provino potrebbero aggiungervi un’orchestra ed affidarla ad un personaggio di successo…magari una donna.

Tenco – non so…ancora

ilmioregno – ascolta Luigi, sono io che non so ancora chi tu sia…dicono che hai successo con le donne…sei forse il principe azzurro?

Tenco – No, non sono io il principe azzurro…io sono uno che non nasconde le sue idee

ilmioregno – dunque avrai molti nemici?

Tenco – No, non è vero …lassù qualcuno mi ama

ilmioregno – parlami dei tuoi inizi…a chi ti sei ispirato…

Tenco – chi mi ha insegnato? (sospirando) …cara maestra…sui libri di scuola…

ilmioregno – musicalmente intendevo dire!

Tenco – un vecchio signore

ilmioregno – e che ti diceva?

Tenco – una vita inutile vivrai se non diventerai qualcuno

ilmioregno – ed oggi ti senti “qualcuno”?

Tenco – beh, non son finito sai, non sono io un acchiappanuvole che sogna di arrivare

ilmioregno – arrivare dove? magari a Sanremo?

Tenco – No! (con tono deciso)…tra tanta gente

finisce qui questa breve intervista che Luigi mi ha concesso e se nessuno mi avesse detto mai che le fiabe son storie non vere…ora là io sarei…a parlare ancora con Tenco che invece saluto come forse avrebbe fatto lui:

ciao, ragazzo mio, ciao….ti dirò!

ilmioregno.it (15/2/2006)
Riferimenti: Luigi Tenco mi ha concesso una intervista

Luigi Tenco mi ha concesso una intervista (parte prima)

Luigi Tenco mi ha concesso una intervista (parte prima)

Luigi,
ti scrivo perché, fra poche ore, verranno a prenderti.
Qualcuno qui ha deciso che deve farti alcune domande e ha disposto che sarai portato, per poco tempo credo, nella vicina Acqui Terme.
Avrai dunque modo di scoprire che, lassù dove riposi, dorme anche tua madre che è sempre al tuo fianco; questo dovrebbe darti serenità per il futuro.
E capirai anche che il tuo ultimo messaggio di speranza è servito a chiarire le idee a qualcuno.
Io, che sono uno di quei qualcuno, vorrei approfittare di questa occasione, davvero unica, per chiederti una intervista??

Riferimenti: Luigi Tenco mi ha concesso una intervista

Sito WEB dedicato a LUIGI TENCO – intervista al Webmaster

Come ti è venuto in mente di dedicare un sito web a Luigi Tenco ?
Principalmente per due motivi. Primo, perchè volevo evitare la noia ed il rischio di portarmi sempre dietro i miei 45 giri di Luigi, per cui ho pensato che se un giorno fossi stato magari al Polo Nord ed avessi avuto il bisogno (mi capita spesso) di frugare fra le mie cose, tutto sarebbe stato più facile con un collegamento da una qualunque postazione Internet sparsa nel mondo. In secondo luogo, ho pensato di fare qualcosa che “parla di Luigi Tenco” perchè nessuno si occupava nel Web di questo nostro artista. Cercando notizie infatti, riuscivo a trovare qualcosa solo di riflesso nei siti dedicati a Dalida. Ricordo di aver acquistato un mio primo PC nel luglio del 1998 proprio per fare qualcosa che parlasse di Luigi e di aver messo mano a questa idea nell’ottobre di quello stesso anno, incoraggiato peraltro da una “amica virtuale” che non ho mai conosciuto nella realtà, alla quale ripetevo che se anche avessi avuto un solo spettatore, la cosa meritava di essere portata avanti.

Sei riuscito a farti un’idea di quello che cercavano i fan in un sito non ufficiale?
No, ognuno esprime sempre i suoi bisogni individuali. Dovrei fare un sito per ogni persona….e non mi sembra il caso!

Cosa assolutamente bisogna evitare di mettere in un sito non ufficiale?
La pubblicità!!! E’ una cosa che mi dà molto fastidio e purtroppo la sto subendo anche io in cambio dell’offerta che mi viene fatta di accedere ad alcuni servizi già, in parte, confezionati come forum, chat, blog, etc.

Quante energie dedichi all’aggiornamento del website?
Ormai fa parte della mia routine quotidiana di vita per cui ci possono essere giornate in cui vi dedico maggiori energie, inventandomi qualcosa di nuovo e spero di originale e giornate in cui mi limito a rispondere ad alcune email oppure a controllare i messaggi nei forum dove si parla di Luigi.

Fai tutto da solo o ti appoggi ad altri collaboratori?
Faccio tutto da solo anche se nel corso di questi cinque anni ho incontrato alcune persone che mi hanno messo a disposizione il loro materiale su Luigi. Non credo si possa parlare di vera e propria collaborazione che del resto non andrebbe daccordo con lo scopo dei miei siti dove mi espongo sempre e solo io, in prima persona.
Ho parlato di più siti perchè in realtà “Il mio regno” è nato solamente il 27 gennaio di quest’anno, in concomitanza con l’anniversario della morte di Luigi Tenco (a 36 anni di distanza). Nessuno sembrava più ricordarsi di quella data che per me ormai assume invece un certo valore.
Qualcosa di importante devo ammettere che era stato fatto l’anno precedente, ma credo che per tenere viva la memoria di Luigi non si debba passare sopra a questa scadenza, anche se comporta un certo impegno.
Il sito che fa data dall’ottobre 1998 invece è titolato “La mia pagina su Luigi Tenco”. Con “Il mio regno” sto sfruttando l’esperienza di questi anni. Cerco di dare una veste grafica uniforme e tenere dunque le cose di Luigi maggiormente ordinate.
“La mia pagina su Luigi Tenco” è nata invece, come dicevo prima, per coprire una mia esigenza personale, e dunque non tiene troppo conto di eventuali mancati collegamenti o appesantimenti dovuti ad immagini invadenti. Nonostante ciò che sto affermando continuo a ricevere apprezzamenti e visite (anche dall’estero) proprio per questo mio primo sito. Per consentire un più facile travaso di utenza da “la mia pagina” a “il mio regno” sto rendendo interattivi i due siti con collegamenti che tendono comunque sempre a favorire maggiormente lo sviluppo di questo nuovo spazio dedicato a Luigi Tenco.
Da oltre un anno ho realizzato poi, in lingua spagnola, anche alcune pagine a dimensione di sito, che ho chiamato “Luigi Tenco: paginas sonoras” (http://www.angelfire.com/folk/tencoluigi ) utilizzando l’idea di un amico di Buenos Aires che mi ha messo a disposizione un suo analogo lavoro fatto per un personaggio legato al mondo del flamenco. Lo scopo è stato quello di poter rendere disponibili i files audio dei brani di Tenco (per uso personale e a titolo di studio) anche per i paesi dell’America Latina dove ancora oggi è presente il ricordo di una memorabile tournée fatta da Tenco nel dicembre 1965 con la partecipazione peraltro in alcuni programmi della televisione argentina nelle fasce di maggior ascolto. Ho voluto con ciò anche dare seguito alla promessa fatta da Luigi Tenco e pubblicata sui giornali argentini, di voler tornare un giorno in quel paese. Come si può notare, Tenco, nonostante tutto, continua a vivere e a rispettare le sue promesse.

Quali erano i rapporti che avevi con l’artista prima della realizzazione del sito? Ed ora, è cambiato qualcosa?
Ascoltavo Tenco solo nei momenti in cui avevo bisogno di sentire vicina la sua presenza, le sue idee, la sua musica etc., mentre oggi lo ascolto molte volte di più, essendomi creato quasi un obbligo morale di onorarlo anche di fronte ad altre persone. Conosco molti aspetti in più della sua vita e della sua opera anche se questi arricchimenti non hanno influenzato minimamente, né in positivo né in negativo, quella che già era la mia partecipazione alla sua vicenda personale ed artistica.

Quali sono i tuoi rapporti con i siti (uff. e non) che si occupano di Luigi Tenco ?
L’unico sito (non ufficiale), nato il 3/7/1999, con il quale ho interagito, (e saltuariamente lo faccio ancora) è quello che sviluppò, in una sua prima fase, una indagine ben documentata sulla vicenda delle ultime ore di Luigi Tenco. C’è un reciproco rispetto a non duplicare troppo le notizie intorno a Luigi dando origine magari ad inutili “doppioni” per cui le nostre iniziative spesso si complementano.
Per fare un esempio io ho trascritto da quel sito la biografia di Tenco, limandone alcuni contenuti, ma soprattutto l’ho riproposta in lingua inglese ed in lingua spagnola perchè tendo ad esportare l’immagine di Tenco, mentre altri magari coltivano maggiormente il desiderio di “verità” e mirano a conoscere meglio ed in maniera più approfondita le vicende relative alla sua morte. Un sito ufficiale purtroppo non è mai stato creato e forse anche per questo continuo ad essere uno dei pochi punti di riferimento che si occupano di Luigi Tenco nel Web.

Quali strumenti software hai scelto per le realizzazione delle pagine web? E la scelta del provider e/o dell’acquisto del dominio?
I primi approcci “software” per avvicinarmi a realizzare pagine web sono stati quelli di scrivere direttamente il codice HTML nei server di riferimento. Poi sono passato all’uso, ma solo in un secondo tempo, di vari applicativi visuali approdando, come tanti altri credo facciano, all’utilizzo di Front Page che talvolta trovo però limitato per le mie necessità. Per quanto riguarda il “provider” mi appoggio frequentemente a Tiscali che trovo abbastanza innovativo nel Web e soprattutto mi facilita nel lavoro per effetto della comune lingua italiana con la quale esprimo quasi sempre le mie idee. Anche il dominio che ho scelto e che si rifà al titolo di uno dei primi brani di Tenco (http://www.ilmioregno.it) ha Tiscali come “mantainer”. Mi sono deciso ad acquistarlo in funzione del fatto che mi svincola dall’uso, non voluto, di banner pubblicitari, presenti invece negli altri siti che non sono di primo livello. Quella della pubblicità è una nota dolente che credo darebbe molto fastidio anche a Tenco qualora potesse oggi esprimere il suo pensiero. E’ per questo che ripeto, fino alla noia, che l’uso dei banner pubblicitari va evitato per quanto possibile.

Ricevi spesso commenti / suggerimenti costruttivi?
Commenti ne ho ricevuti molti nel corso di questi anni, ma sono andati via via calando di frequenza; credo dipenda dal fatto che una volta approcciato il sito e lasciata la propria traccia, uno si senta appagato e dunque non ripeta apprezzamenti che potrebbero sembrare “decadenti”, cioè assumere un bel tono formale in presenza di una sostanza che è però sempre la stessa. E poi c’è anche da dire che la fascia di interessati alla frequentazione Web, da parte di utenti che ricordano ed apprezzano Tenco, non credo sia tanto numerosa. Spesso infatti mi capita di interagire con persone nate dopo la morte di Luigi. Un ultimo esempio, proprio di questi giorni, è quello di una persona di trenta anni che vive in Brasile e che ha espresso il suo commento in lingua portoghese, dichiarando di voler favorire lo sviluppo dell’opera di Tenco nel suo paese.

Dai un consiglio a chi volesse inaugurare un nuovo sito dedicato ad un artista…
Il mio consiglio, sulla base dell’esperienza maturata, è quello di impostare il lavoro creando “a monte” un menù che possa coprire i vari aspetti che si intendono promuovere senza dover poi, necessariamente, riconfigurare tutta l’impostazione. Sviluppare pagine leggere e non discostarsi mai troppo dalla “pagina principale” che deve sempre essere linkata. Prevedere, fin dall’inizio, la possibilità di utilizzare in futuro, anche argomenti non presenti in fase di impostazione e dunque riservarsi alcuni spazi….io l’ho fatto e tuttora si possono notare nel mio sito alcune piccole finestre, non ancora attivate, in cui sta scritto “Pagina in allestimento”…. serve anche a far capire che il lavoro va avanti ed è un invito a ritornare!

a cura di Chiara Furlattini, Enrica Anselmi, Enrico Bernardi

Riferimenti: Se vi fidate dei nostri consigli

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