il mio regno

qui si parla di…. Luigi Tenco

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Omaggio a LUIGI (tratto da una e-mail di Ricky)


Martedì 19 agosto 2003: in un?ora e mezza di viaggio, accompagnato dai miei genitori, mi sono recato a Ricaldone (Alessandria) nel basso Monferrato, per rendere omaggio all?Anticonformista della Canzone Italiana. Certo, abbiamo dovuto faticare per percorrere una quindicina di gradini, ma quando ho visto la lapide e la fotografia con lo sguardo tagliente di Luigi, ho provato una delle più forti emozioni della mia vita. Ho pensato a Preghiera in gennaio, straordinaria canzone dedicata a Tenco dagli amici Fabrizio De Andrè, autore del testo, e Giampiero Reverberi, autore della musica ? gennaio è il mese in cui avviene la tragedia sanremese – , poi, ascoltando la commozione che avevo dentro me in quel momento, ho scritto un biglietto che ho lasciato sulla lapide e che recita:

CIAO E GRAZIE UOMO LIBERO!!!

PER LE EMOZIONI E LE RIFLESSIONI
CHE SEMPRE MI DARAI.

CON AFFETTO.

RICCARDO

E? stato assai piacevole vedere tanti mazzi di fiori e piccoli ricordi davanti alla lapide di Luigi: a quasi trentasette anni dalla sua scomparsa, non l?hanno dimenticato. Perché è indimenticabile, un classico del patrimonio musicale e culturale italiano.

Un silenzio profondo, disturbato unicamente dal rumore delle auto, ha caratterizzato il nostro viaggio di ritorno a casa, durante il quale ho continuato a pensare che il mondo non è cambiato così tanto da quando Luigi cantava la sua struggente Vedrai Vedrai, anche se questa è una mia interpretazione personale del brano. E? bene precisare nuovamente come il cantautore non sperava in un mondo migliore, bensì in una propria vita migliore, così da non deludere la fiducia che lui stesso aveva chiesto alla madre.

No Luigi, il mondo non è cambiato, e chissà se cambierà (io lo spero vivamente), ma la mia vita sì. Grazie a te che esprimevi le tue idee, e le tue idee sono anche le mie.

Un sentito grazie ai miei genitori che mi hanno aiutato nella fatica del percorso a piedi, ed assistito in una grande gioia: ho voluto concretizzare il ringraziamento offrendo loro il pranzo.

Ne è valsa la pena, credetemi, di faticare quanto abbiamo faticato.

Riferimenti: IL MIO REGNO ….l’omaggio di Ricky a Luigi Tenco

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Perchè LUIGI …. (tratto dal sito di GIUSYONLINE)


Perché pensare ad un uomo nella sua espressione artistica, vissuto e morto in un tempo in cui non ero nemmeno nata?

Forse perché dopo aver sentito la sua voce, quelle rarissime volte che la radio lo ha dato, ho solo sentito MI SONO INNAMORATO DI TE, canzone che mi ha sempre fatto un po’ di rabbia:

una canzone in cui questo uomo diceva di essersi innamorato di una donna solo perché non aveva niente da fare ( !? )

la mia indole romantica non poteva accettare un simile affronto all’amore, non potevo digerire un uomo che considerava la donna che amava una sorta di tempo perso, in modo non solo inutile ma dannoso;

mi sono chiesta sentendo questa canzone che uomo poteva mai essere? Insensibile, presuntuoso….ma non bastano le parole per definire una persona simile.

Dopo aver visto le sue foto mi sono chiesta nel mio profondo (perché uno sguardo così non può lasciare indifferenti)se può uno, con questa dolcezza negli occhi, affermare questo pensiero?

Non sono disposta a crederlo

E tutto sommato anche se la sua voce ha perso la possibilità di esprimersi già nel lontano 1967 a me sembra ancora di sentirlo, nel vento, ma non cantare, lo sento piuttosto pensare lo sento dire che certi vuoti che l’anima vuole riempire per non doverli noi ascoltare o considerare, portano a commettere errori che segnano la vita o che possono far perdere la vita stessa; capita più spesso di quello che crediamo.

Ecco che, per chi fa della lealtà il suo pane quotidiano, intuisco rivolgere quel suo pensiero non ad una donna, bensì ad una situazione di vita, in cui si trova immerso, essendone del tutto attratto, in modo fatale, del tutto incapace di togliersene perché pervaso dalla pienezza che questa situazione lo illude di sapergli dare: ecco che si illude di non essere più solo, e comincia a parlare dei suoi sogni alla luce del giorno, mentre la notte parla d’amore o meglio pensa a tutto quello che può avere di facile e di bello come quando si fa quando si è avvolti nel comodo calore che la passione amorosa di tipo illusorio sa trasmettere proprio e solo …di notte…….. e nell’ebriarsi, nella notte, cioè nel proprio immaginario la mente si nutre del calore che una facile e falsa passione seducente sa promettere mentre invece è solo capace di succhiare energia e vita.

Ed è proprio l’inganno che sta alla base del rapporto della seducente e falsa passione, o seducente e falso lavoro, che toglie ogni stimolo, desiderio, e volontà di fare quello che da una vita desiderava fare e si aspettava di fare nel momento in cui fosse arrivato lo stimolo supremo offerto da una passione coinvolgente, che avrebbe permesso l’espressione di se, ma che in realtà si rende conto, trovandocisi dentro, che è solo una bolla di sapone.

Ed un conflitto esistenziale non risolto nel privato (come doveva essere fatto peraltro) diventa veicolo di morte in in un ambiente che non accetta nulla di autentico. In cui tutto è permesso ad esclusione di un solo particolare: l’autenticità.

Un aereo pieno di passeggeri non fa retromarcia perché un solo passeggero, in pieno volo, si è pentito di essere salito perché resosi conto solo allora che la destinazione non è quella creduta o pattuita.

Ed è così che Luigi ha PERSO la vita, ma la verità disegnata in quello sguardo stupendo, RIMANE l’ eredità per chi vuole e sa trovarla, una eredità che parla di cose vecchie come il mondo e moderne come il futuro che deve ancora manifestarsi nella vita delle generazioni a venire, ma che non mancherà di manifestarsi fintanto che l’umano resterà umano.

L’eredità di un uomo che mi immagino fosse autentico.

Un uomo pieno di difetti come ogni essere umano, ma con una qualità rara.

Riferimenti: per concessione del sito di: GIUSYONLINE

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